La classifica è stilata dall'IFC (International Finance Corporation) e dalla World Bank (Banca Mondiale) e prende il nome di Doing Business (Fare Impresa). Diverse le voci nella classifica, riferite poi al solito operare dell'impresa nel corso della sua vita.
Doing Business
Classifica Doing Business
Da non perdere
Seguici su Facebook
Più notizie
La startup innovativa, agevolazioni e benefici
Apple contro gli analisti: previsto calo storico degli utili. Salta la testa di Tim Cook?
Fusione Glencore-Xstrata approvata. Nasce il più grande colosso delle materie prime
In questa classifica, l'Italia figura all'87esimo posto come nazione dove fare impresa, peggio di paesi dal basso Pil pro capite come Mongolia (86), Zambia (84), Namibia (78), Vanuatu (76) fino al Rwanda (45) e alle Mauritius (23). Un risultato sorprendentemente negativo considerando l'Italia come uno dei paesi del G8, un paese che, data la classifica, di G8 non sembra degno.
Qui la posizione dell'Italia per categoria: 96 per i permessi di costruzione, 84 per la registrazione delle proprietà, 98 per accesso al credito, 65 per protezione investitori, 134 per pagare le tasse, 63 per il commercio internazionale, 158 per il rispetto dei contratti.
Dai dati della classifica possiamo notare come nella categoria Tasse e in quella Contratti siamo tra i peggiori paesi al mondo e pensare che proprio le tasse e il rispetto dei contratti sono attrattiva per l'apertura di nuove imprese. Un paese dove i contratti vengono rispettati/fatti rispettare e dove le tasse sono appetibili e facili da pagare, è visto come un paese accogliente per nuove imprese.
Per certi versi siamo peggio di paesi del terzo mondo, eppure siamo ancora in Europa. Inoltre, non vengono considerati fattori come il nepotismo, la gerontocrazia e i favoritismi di ogni tipo.
Volete fare impresa? Una vasta scelta tra Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda, Usa e le gelide Danimarca e Norvegia.
QUI LA CLASSIFICA "DOING BUSINESS"








