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Di R.C. | 01.08.2012 13:47 CEST

I ricercatori dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano hanno scoperto che la proteina DBC1 è in grado di far ripartire il meccanismo che porta le cellule tumorali a invecchiare e a morire. Meccanismo contrastato da un'altra proteina, la SIRT1, che mantiene il cancro in una eterna giovinezza innaturale.

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Quando le cellule del corpo umano presentano una grave alterazione del DNA - spiegano i responsabili della ricerca - si attiva al loro interno la proteina p53, chiamata "il guardiano del genoma" in quanto è responsabile dell'apoptosi, cioè un meccanismo naturale che spinge le cellule con il DNA troppo danneggiato a morire. Questo suicidio cellulare è essenziale perché evita che cellule con il patrimonio genetico alterato e potenzialmente in grado di trasformarsi in cellule tumorali possano continuare a moltiplicarsi in modo incontrollato. In caso di tumore questo meccanismo si altera, anzi avviene un processo contrario che porta a una proliferazione delle cellule danneggiate. Interviene infatti un'altra proteina, la SIRT1, l'elisir di lunga vita delle cellule, che mantiene in vita le cellule tumorali per un periodo superiore alla norma. Si tratta di un fenomeno già noto. Ciò che non era conosciuto era il tipo di rapporto che lega queste due proteine.

Per dimostrare che i valori di queste due proteine sono vincolate da un rapporto di causa ed effetto hanno aumentato artificialmente il livello di DBC1 in cellule di un tumore mammario. Conseguenza di questa variazione è stata una diminuzione di SIRT1. Alla riduzione di questa proteina è corrisposto un aumento di p53 e si è intensificato di molto il fenomeno di morte programmata delle cellule tumorali.

Dunque l'individuazione dell'effetto di questa proteina apre la strada allo studio di nuovi trattamenti che portino a un aumento nell'organismo di DBC1, causando così l'invecchiamento e la morte delle cellule tumorali. Inoltre, poiché SIRT1 ha un ruolo essenziale anche nella regolazione del metabolismo e dell'invecchiamento, i ricercatori ritengono che l'identificazione di questo meccanismo potrà avere riflessi anche in altri campi, quali lo studio dell'invecchiamento cellulare e di malattie metaboliche, come l'obesità e il diabete. La ricerca sarà pubblicata oggi su Journal of Molecular Cell Biology, una delle piu' importanti riviste scientifiche internazionali.

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Fonte: Istituto nazionale tumori

cellula
(Foto: Reuters.com / )
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This article is copyrighted by International Business Times.
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