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Di Ivan Noviello | 01.08.2012 13:31 CEST

Polemiche incredibili sulla decisione del governo di aumentare le tasse per i fuori corso universitari. La protesta di tutto il mondo studentesco è stata accolta anche dal Codacons che, con una nota, ribadisce la propria posizione molto netta. "E' incredibile che il Governo invece di affrontare il problema di come mai in Italia ci sono tutti questi studenti fuori corso, il 33% è una percentuale bulgara che non ha eguali in Europa, abbia invece deciso di stangarli e tassarli, quasi fossero polli da spennare, bamboccioni che si devono semplicemente dare una mossa", si legge.

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"Una ipocrisia, ad esempio, fingere di tener conto della condizione di studenti lavoratori, visto che molti, lavorando in nero come la gran parte dei giovani, non possono dichiarare di esserlo. Nessuna considerazione, poi,  per i problemi famigliari, come ad esempio la presenza di parenti che richiedono assistenza continua. La verità è che nelle università italiane chi è fuori corso viene abbandonato a se stesso, mentre negli altri Paesi viene aiutato, ad es. con un tutor. Il Codacons, comunque, è pronto ad azioni legali a tutela degli studenti tartassati. Le tasse universitarie, infatti, non possono essere raddoppiate dall'oggi al domani per chi è già iscritto da anni all'università. Il rischio è che studenti che hanno già pagato le tasse dei fuori corso siano ora costrette ad abbandonare gli studi, non potendo fronteggiare la stangata ed organizzare diversamente la propria vita in così breve tempo. E' evidente che, a questo punto, avrebbero diritto a riavere quanto inutilmente pagato per anni".

"Ecco perché - conclude l'associazione - le nuove regole devono valere solo per chi si iscrive nell'anno accademico 2012-2013 al primo anno di università, in modo che lo studente abbia la possibilità di organizzare i suoi studi e decidere la ripartizione tra il tempo dedicato allo studio, al lavoro e alla famiglia in relazione alle nuove tasse introdotte, sapendo fin dall'inizio che se non completerà i suoi studi negli anni previsti, sarà stangato. Chi è già oggi fuori corso, invece, è disarmato e costretto a mangiare la minestra o saltare la finestra, ossia rinunciare al completamento degli studi".  

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