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Di Claudia Stamerra | 04.08.2012 02:39 CEST

Le esecuzioni capitali restano dramma persistente a livello globale a prescindere dalla crudeltá dei metodi utilizzati, ma per l´osservatorio di "Nessuno Tocchi Caino" la strada verso l´abolizione esiste ed percorribile. Ieri l´associazione ha reso pubblico, presso la sede dei Radicali Italiani di via di Torre Argentina presenti tra gli altri Marco Pannella, il vice presidente del Senato Emma Bonino e al ministro degli Esteri Giulio terzi di Sant´Agata il "Rapporto 2012 sulla pena di morte nel mondo" (Edizioni Reality Book). Il rapporto restituisce l´immagine complessiva di un dramma cruento ma anche quella di una tendenza abolizionista in crescita. Malgrando l´allarme che suscitano alcuni dati, il seme della speranza é stato gettato. Adesso bisogna farlo crescere, dare forza alla volontá che ha visto negli Stati Uniti Illinois e Connectut abolire la pena capitale insieme alla Lettonia e l´Oregon adottare una moratoria triennale cosí come Maldive, Mauritania, Liberia e Ghana. Perché se é vero che in Europa la pratica é stata completamente eliminata dai codici penali, fatta eccezione per Bielorussia e Russia e che in Cina, paese che detiene il triste primato delle esecuzioni, si é registrata in ogni caso una decrescita che fa ben sperare, nel resto del globo vi sono paesi che ne fanno un uso indiscriminato e frequente. Come Iran e Arabia Saudita. L´evidenza é che l´abolizione della pena capitale é ancora un´urgenza globale che non puó essere ignorata.

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Secondo Elisabetta Zamparutti, deputata radicale e curatrice dello stesso Rapporto, il percorso verso l´abolizione della pena di morte sta registrando sviluppi positivi. La strada, peró, sará chiaramente lunga e articolata.

La pena di morte persiste ancora a livello globale e il "Rapporto 2012" eleborato da Nessuno Tocchi Caino fotografa un fenomeno ancora fortemente diffuso, ma con qualche apertura. Quali sono le tendenze in evidenza?

Stiamo registrando un´evoluzione in tal senso. Sono 155 i paesi che a vario titolo hanno rinunciato a praticare la pena di morte e 43 quelli che ancora la mantengono. E´ peró piuttosto significativo il calo in merito al numero complessivo delle esecuzioni, che sono passate dalle circa 6000 del 2012 alle circa 5000 del 2011. Il decremento é dovuto soprattutto ai nuovi schemi legislativi introdotti in Cina e che hanno portato alla loro riduzione in termini numerici nell´ultimo anno.

In Cina la situazione sta lievemente migliorando. Chi é che oggi porta la bandiera della pena capitale?

Appare drammatica l´escalation nell´utilizzo della pena capitale in Iran, dove quest´anno le esecuzioni hanno toccato il tetto delle 676 e con una triplicazione di quelle pubbliche e di minorenni. Giovani e giovanissimi che non solo non avevano raggiunto la maggiore etá al tempo dell´incriminazione, ma anche in quello dell´esecuzione della condanna. Anche in Arabia Saudita le esecuzionisono triplicate. La pena di morte si concentra prevalentemente nei paesi totalitari, responsabili per il 98 per cento delle morti globali che avvengono per sentenza ogni anno. I paesi dove vige un regime definibile come democratico liberale sono responsabili, in termini percentuali, di circa l´uno per cento di tali morti. Tra questi, com´é noto, gli Stati Uniti (dove peró si osserva una tendenza che va verso l´abolizione), Taiwan e il Giappone, dove a marzo di quest´anno ne sono avvenute tre e dove per contro si assiste ad una recrudescenza del dramma.

La Cina, invece, rappresenta un esempio significativo perché ha visto, una volta infrante almeno parzialmente le barriere a protezione del mercato, entrare nel paese non solo merci ma anche, seppure lentamente, qualche principio in piú. Inoltre la volonta´ del paese di far parte di un mondo globalizzato e che si fonda su denominatori comuni ha fatto registrare qualche passo avanti. E´ chiaro che la pena di morte non é abolita, ma il cambiamento é evidente. Una realtá, purtroppo, non osservabile per ora, in Iran che invece si é isolato sempre piú dalla comunitá internazionale.

Quali sono le ragioni dell´incremento iraniano?

Alla base della recrudescenza in Iran vi é un aggravamento delle difficoltá interne. Il paese si sta progressivamente sottraendo alla comunitá internazionale e le esecuzioni di minorenni ne sono uno specchio e un segnale. Ci si preoccupa dell´Iran nel momento in cui viola i trattati internazionali sul divieto di riarmo nucleare, ma occorre anche rendersi conto che il rispetto dei diritti umani é un aspetto essenziale e fondamentale della convivenza internazionale. Chi minaccia I diritti umani minaccia le basi le basi di tale convivenza nel suo complesso. Se si consente che questi principi fondamentali comuni vengano violati non ci si deve stupire poi che le violazioni avvengano anche in altri ambiti. Una certa fermezza sarebbe oltremodo necessaria.

Il percorso verso l´abolizione passa per alcune iniziative chiave, almeno in alcuni paesi?

Almeno per quanto riguarda gli Stati Uniti, alle argomentazioni relative agli errori giudiziari si affiancano, favorendo il processo di abolizione, anche considerazioni di ordine finanziario. Come il costo della pena capitale, che paragonato a quello dell´ergastolo é di circa un sesto. Sono argomentazioni di natura economica ma che hanno chiaramente generato ragionamenti politici di non secondaria importanza e che non sono sfuggite. Oggi gli Usa stanno andando verso una limitazione delle esecuzioni. Sulla base di queste considerazioni, il prossimo 6 novembre i cittadini della California saranno chiamati alle urne per pronunciarsi sul tema. Sono state intraprese iniziative importanti anche da parte del nostro paese sul fronte dell´inibizione dei mezzi materiali della pena. Come il blocco della produzione di Pentothal, un barbiturico presente nella miscela letale, sempre piú difficile da recuperare anche per gli stessi Stati Uniti. Un´iniziativa che é anche un deterrente. Sul fronte internazionale, siamo ovviamente in prima linea per quanto riguarda la nuova Risoluzione sulla Moratoria Universale che l´Assemblea Generale ONU voterá a dicembre 2012.

Cosa resta del giorno in termini di percorso ancora da compiere sulla via dell´abolizione?

E´ importante rinforzare soprattutto l´appello sancito nella risoluzione per la moratoria in vista dell´abolizione e questo non dovrá essere piú solo delle organizzazioni non governative ma ormai di tutta la comunitá internazionale, perché ha delle ricadute a pioggia. Lo scopo sará aumentare il numero dei paesi a sostegno. Ragionare in termini di non collaborazione con gli stati che praticano la pena di morte o producono, per esempio, gli anestetici necessari all´iniezione letale potrebbe essere un´iniziativa produttiva, e prioritaria anche per i governi. Ovviamente il ruolo delle associazioni non governative é cruciale, e con esso quello di monitoraggio della situazione corrente. Fortografare la realtá, fornire chiarezza sui dati ed una chiave di lettura per interpretare i fatti é un dato imprenscindibile ed il nostro rapporto é stato concepito con questo scopo. 

 

 

L'Unione Europea vieta l'esportazione dei farmaci letali utilizzati per la pena di morte.
(Foto: Reuters / Tami Chappell)
L'Unione Europea vieta l'esportazione dei farmaci letali utilizzati per la pena di morte.
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