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Di Federica Geremia | 08.08.2012 11:24 CEST

La Spending Review è ufficialmente un decreto legge.

Nonostante i voti contrari e gli astenuti da parte di Lega e Idv, i tagli alla spesa pubblica saranno di 4.5 miliardi quest'anno, 10.5 nel 2013, e 11.7 miliardi nel 2014. Ma i punti più problematici riguardano enti locali, sanità e istruzione.

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Infatti, il leader del Pd Bersani ha affermato che:"si chiederanno delle correzioni, perché va bene tagliare gli sprechi ma non la spesa sociale". Durissime le critiche anche dai sindacati che hanno protestato per tutta la durata delle votazioni, definendo tale decreto una "mannaia del Governo".

Tuttavia i tagli, spiega il Governo, sono stati necessari per non introdurre l'aumento dell'Iva di due punti, ora sospesa fino al 30 giugno dell'anno prossimo.

Ebbene, le misure tanto discusse toccano soprattutto la pubblica amministrazione, con una riduzione del 10% del personale e del 20% dei dirigenti pubblici, che avranno uno stipendio massimo di 300mila euro l'anno.

Inoltre, si prevedono tagli a Regioni ed enti locali per 2.3 miliardi di euro nel 2012, 5.3 miliardi nel 2013 e 5.5 miliardi nel 2014. Tra questi, l'accorpamento dei servizi dei Comuni con meno di 5mila abitanti,e Province dimezzate se non possiedono una superficie di almeno 2.500 kmq e una popolazione con un minimo di 350mila abitanti.

Per quanto riguarda la sanità, il fondo pubblico diminuirà di 900milioni, con tagli ai posti letto da 4 ogni 1000 abitanti a 3.7.

Le misure per l'istruzione prevedono tasse universitarie più alte per i fuoricorso, compensate però dal blocco delle tasse per i meno abbienti fino al 2016. Buone notizie per la ricerca: il taglio da 30 milioni di euro è stato bocciato.

Entrano nel decreto coperture per altri 55mila esodati, e verranno stanziati 2 miliardi per le zone terremotate.

Altri provvedimenti toccano l'addizionale Irpef più cara per le regioni in deficit sanitario. Le ferie, i permessi, e i riposi non fruiti dai dipendenti non saranno più retribuiti; stop anche alle consulenze esterne per coloro che sono in pensione. Per i parlamentari sono previsti tagli del 50% alla spesa per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi, e ci saranno 1.5 miliardi in meno per i Ministeri.

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Parlamento
(Foto: Reuters / Alessandro Bianchi)
Un"immagine di una votazione in Parlamento.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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