Il pil della zona euro è sceso nel secondo quarto di quest'anno dello 0,2% rispetto al quarto precedente mentre su base annua il calo è stato dello 0,4%. Per l'Unione Europea la flessione invece è stata più lieve. Il pil della cosiddetta Europa a 27 è calato dello 0,2% sia rispetto al quarto precedente sia su base annua. Ad affermarlo è l'agenzia statistica dell'Unione Europea, l'Eurostat, con un dossier pubblicato oggi.
Reuters
Bandiera europea in foto d"archivio
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A livello nazionale il bollettino statistico riserva alcune sorprese. Se, infatti, non stupiscono le forti contrazioni delle economie mediterranee più sorprese riservano i pessimi dati economici anche di alcuni "paesi del rigore". Se il pil italiano segna una contrazione dello 0,7% nel secondo quarto del 2012 rispetto a quello precedente (-2,5% su base annua) quello finlandese riesce a fare peggio registrando un calo del 1% (+0,6% su base annua). Male anche il Belgio (-0,6% rispetto al quarto precedente, -0,4% su base annua), la Gran Bretagna (-0,7%, -0,8% su base annua) e i Paesi Bassi (+0,2%, -0,5% su base annua).
Rallenta la Germania (+0,3% rispetto al quarto precedente, +1% su base annua) confermando che la vera locomotiva europea sono in realtà i paesi baltici che, nonostante l'endemica crisi europea, stanno vivendo un vero e proprio boom. Tra questi spicca la Lettonia che segna un +1% rispetto al quarto precedente e un +4,3% su base annua staccando così Lituania (+0,4%, +2,7%) ed Estonia (+0,4%, +2,5%). Bene anche Slovacchia e Svezia.
I dati sul pil riflettono, in qualche maniera, quelli sulla produzione industriale forniti sempre dall'Eurostat con un bollettino pubblicato oggi. La produzione industriale della zona euro, infatti, si contrae a Giugno dello 0,6% rispetto al mese precedente. Ancora peggio l'Europa a 27 che segna un -0,9%.
Pessimo il dato italiano registrando a Giugno un -1,4%. Il Belpaese è maglia nera all'interno della zona euro. Male anche Gran Bretagna (-2,5%), Polonia (-2%) e Germania (-0,8%).








