Secondo alcuni studiosi giapponesi le radiazioni dovute all'incidente nucleare di Fukushima del 12 Marzo del 2011 starebbero causando gravi anomalie e malformazioni alle farfalle della zona. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista scientifica britannica Scientific Reports.
Reuters
Il governo ha previsto lo smantellamento dei dieci reattori nucleari della centrale di Fukushima
Da non perdere
Articoli Correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Weidmann, la fata Fiducia e l'austerità assassina
Forte esplosione a Kabul. Sei feriti, tra cui una funzionaria italiana in gravi condizioni
Rivolta di Stoccolma, quinta notte di scontri: attaccate anche due scuole
La farfalla presa in questione è la Zizeeria maha blu, una specie molto comune in Giappone. Quest'ultima avrebbe subito gravi malformazioni su ali, zampe, antenne e occhi. Le anomalie fisiologiche, inoltre, aumenterebbero di generazione in generazione. La presenza di malformazioni, infatti, aumenterebbe dal 12% dei casi nella prima generazione al 34% nella terza. Dopo sei mesi dall'incidente all'impianto Dai-Ichi di Fukushima questo valore arriva addirittura a 52%.
Le malformazioni consistono in un progressivo rimpicciolimento delle ali ed un deteriorarsi graduale degli occhi e delle zampette. I danni, tuttavia, non sono soltanto fisici ma anche genetici. "Abbiamo raggiunto la ferma conclusione che le radiazioni rilasciate dalla centrale di Fukushima abbiano danneggiato i geni delle farfalle" ha affermato Joji Otaki, professore associato all'Università Ryukyu di Okinawa, all'agenzia France Presse.
Da questo studio, tuttavia, non si possono analizzare eventuali effetti sull'uomo. Gli studiosi, infatti, sottolineano che gli effetti messi in luce possono essere rilevati solo questa specie di farfalle. Tuttavia, bisogna ricordare come la farfalla sia, anche storicamente, un ottimo indicatore ambientale.
La Rivoluzione Industriale inglese, ad esempio, portò allo scurimento della Brimstone Betularia, una specie di farfalla che amava mitetizzarsi con le cortecce delle betulle. Le polveri scure emesse dalla combustione del carbone, fondamentale nei primissimi processi industriali, portò all'inscurimento delle cortecce delle betulle facendo si che la tipologia scura di Brimstone Betularia divenisse predominante.








