“Monti studia il taglio dell'Irpef”. Con questo titolo apriva ieri Repubblica, alleviando con una nota di speranza i contribuenti italiani. Peccato che, proprio oggi, il premier abbia dovuto smentire l'indiscrezione: non l'ha fatto subito "per non amareggiare il Ferragosto degli italiani", ma comunque si è premurato di parlarne prima che i mercati bocciassero l'idea.
Reuters
Il presidente del Consiglio, Mario Monti.
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È vero infatti che il carico fiscale del nostro Paese è senz'altro eccessivo, ma un taglio, oggi, non convincerebbe gli analisti e gli attori di borsa. Solo "quando una tale prospettiva sarà considerata credibile dai mercati", dunque, saranno "concretamente realizzabili" ipotesi di tagli fiscali permanenti.
L'agenda del governo rimane dunque invariata: priorità assoluta al consolidamento, se possibile "anche con radici che ne rendano probabile la prosecuzione" da parte dei prossimi governi; e solo quando l'opera sarà compiuta, si potrà pensare di cogliere – finalmente – i frutti delle riforme strutturali ed abbassare le tasse.
Ad allietare le ferie degli italiani, però, arriva almeno una notizia positiva dall'esecutivo. È quella annunciata dal ministro Piero Gnudi che, ai microfoni di Radio Anch'io, ha dichiarato chiuso per sempre il capitolo sull'accorpamento delle festività. Secondo il ministro si tratta infatti di "un tema che va a toccare delle sensibilità molto profonde nel Paese", e che dunque il governo ha deciso di non toccare.








