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Di Alessandro Proietti | 17.08.2012 09:01 CEST

ATENE - C'era una volta "il mattone", asset rifugio per eccellenza: panacea contro tutti i mali finanziari, il settore immobiliare è da sempre visto come il bene che meglio resiste agli shock economici. La crisi economica e la recessione in atto ci hanno, però, dovuto far ricredere, almeno parzialmente, anche su questa nostra ultima certezza. Ne sanno qualcosa i greci che hanno già visto crollare il valore dei loro immobili del 20% lo scorso anno.

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Il peggio è passato? Non proprio visto che un recentissimo studio di Fitch mette in conto un ulteriore plausibile calo del 17% nei prossimi due anni: un decremento complessivo che porterebbe, così, ad un -37% in soli tre anni. Mala tempora currunt se pensate che il -17% computato è figlio di previsioni che implicano una riduzione della recessione e un calo della pressione derivante dal piano di austerity: in caso contrario, sottolinea Fitch, il calo dei prezzi sarà ancora maggiore.

Catastrofica, poi, sarebbe l'ipotetica uscita della Grecia dall'euro: l'agenzia di rating prevede, in questo contesto, una caduta libera del mercato con esiti e durata non calcolabili ex ante. Per ora i prezzi sono crollati, dal picco del 2008, del 20% ad Atene, del 25.7% a Salonicco e del 17.8% nelle altre zone della penisola ellenica. Il Q1 di quest'anno segnava già un -10% ad Atene ed un -2.8% a Salonicco. Numeri devastanti anche per le compravendite: nel primo trimestre 2009 si viaggiava sulla linea delle 39.700 unità; ad oggi i numeri del Q1 2012 mostrano un desolante 5.900 unità scambiate.

L'Italia non è la Grecia: è molto più radicato nel popolo italiano il valore della casa di proprietà ma questo può, al massimo, attenuare le turbolenze in atto. La crisi attuale ci insegna che anche il bene rifugio per eccellenza può incappare in scivoloni inaspettati sia a causa di bolle speculative che scoppiano sia a causa di un sistema-paese che non fornisce più alcuna certezza per il futuro. In questo contesto riaffiora un asset poco trattato dai medio-piccoli investitori nel passato: l'arte come bene rifugio. Nel 2011 si è notato, infatti, un passo avanti delle compravendite in tale ambito per importi medio-piccoli: il 76% delle compravendite si concentra nella fascia che va dai 3.000 ai 20.000 euro. Nonostante la frammentazione del mercato dell'arte il settore si dimostra, nel corso della crisi, un asset rifugio con i fiocchi con i risultati in termini di rischio-rendimento degni del miglior investimento fatto nel mattone.

Real Estate
(Foto: Reuters - Larry Downing / )
A ''Price Reduced'' sign is displayed on a home for sale in northern Virginia suburb of Vienna, outside Washington, October 27, 2010.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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