Le potenti lobby del petrolio stanno facendo fortissime pressioni sulla Commissione Europea per annacquare il regolamento che fisserà nuovi standard di sicurezza per le perforazioni offshore alla ricerca di petrolio o gas naturale. A lanciare l'allarme è l'organizzazione non governativa Bellona che in concerto con altre ong europee, come Oceana, ha diramato un documento in cui invita tutti i cittadini europei a firmare una petizione per fermare le pressioni delle grandi compagnie petrolifere.
Reuters
Le operazioni di spegnimento degli incendi scoppiati presso alcune basi di perforazione del petrolio offshore durante il disastro del Golfo del Messico.
Da non perdere
Articoli Correlati
Argomenti correlati
Seguici su Facebook
Più notizie
Grecia, sempre più bambini scivolano verso povertà e delinquenza secondo l'Unicef
Primo trapianto con cellule staminali eseguito su una bambina italiana affetta da paralisi cerebrale
Capitan Draghi e la barca Europa: "più stabile di un anno fa" ma le riforme sono urgenti
La legge che regolerà la produzione offshore di petrolio e gas naturale è stata proposta dalla Commissione Europea il 27 Ottobre del 2011. Il nuovo regolamento assicurerà "i più alti standard di sicurezza, salute e rispetto dell'ambiente al mondo" secondo quanto afferma la stessa Commissione Europea.
La nuova legge comporterebbe gravi costi alle compagnie petrolifere che hanno così avviato, a partire dal 31 Gennaio del 2012, una politica di lobbying nei confronti della Commissione Europea che potrebbe allentare profondamente le norme previste nella legge.
Per questo motivo Bellona e le altre Ong hanno lanciato l'allarme mettendo on-line una petizione dal titolo: "Protect European coasts from offshore oil spills - stand up to the oil industry".
"Elementi mancanti o annacquati nel nuovo regolamento potrebbero portare a conseguenze disastrose in caso di incidenti o sversamenti ed è fondamentale che i membri del Parlamento europeo e i ministri dell'energia resistano alla lobby dell'industria" si legge nella petizione "Le compagnie petrolifere avranno sufficienti risorse finanziarie per coprire costi della bonifica?".
"Mentre le operazioni di trivellazione offshore si estendono in acque più pericolose, come ad esempio nella regione artica e il mare profondo" continua il documento "i rischi aumentano ancora di più e il danno potenziale che una fuoriuscita di petrolio potrebbe causare all'ecosistema marino, alla pesca ed alle comunità costiere è più grande che mai".
Fonti: Bellona (Ong), Commissione Europea








