• Share
  • OkNotizie
  • 0
  • 0

Di Stefano Bellelli | 24.08.2012 16:06 CEST

Lo scandalo è enorme: uno di quelli che può segnare definitivamente la corsa alla Casa Bianca. Il protagonista è Mitt Romney, il sasso d'inciampo sono le sue immense ricchezze finanziarie, prese di mira da scottanti rivelazioni del blog Gawker.

Seguici su Facebook

La piattaforma on-line ha infatti ricevuto e pubblicato quasi un migliaio di pagine di revisioni contabili, rendicontazioni e investor letter riguardanti «21 società dai nomi enigmatici» nelle quali Romney avrebbe investito oltre 10 milioni di dollari fino all'anno scorso (anche se la vera cifra, riporta Gawker, è «quasi di sicuro sensibilmente maggiore».

Ventuno società tutte legate a Bain Capital, la compagnia finanziaria fondata dallo stesso Romney, e registrate in maggior alle isole Cayman (il “paradiso fiscale” noto in Italia per il crack Parmalat). Un quadro a tinte fosche, dunque, che potrebbe distruggere definitivamente l'immagine dell'ex Governatore del Massachussets, degradandolo a losco tragattiere ed evasore fiscale – in aggiunta alla “fama” già conquistata di “candidato dei super-ricchi”.

Ulteriore tegola a cadere su un quadro già colmo di macerie, è un dettaglio che, emergendo da queste carte, smentisce definitivamente la tesi (sostenuta da Romney) secondo cui egli stesso si sarebbe fatto liquidare dalla Bain nel 1999, prima di darsi alla politica: nel suo “trattamento di fine rapporto” risultano infatti presenti azioni della Sankaty C.O. Lp., società che però sarebbe stata fondata soltanto tre anni dopo, nel 2002.

Circostanza che rende sempre più concreto il sospetto che il conflitto di interessi economico-politico sia stato risolto soltanto dopo l'ascesa dell'ex Governatore: come a voler “ripulire” (ma troppo distrattamente) un passato pericoloso.

Domani Romney sarà ufficialmente investito dalla Convention repubblicana: ma probabilmente, al quartier generale di quello che già viene chiamato “il candidato da 250 milioni di dollari” (questo l'ammontare delle operazioni sospette), la festa sarà sottotono.

Bisognerà infatti lavorare sodo per ripulire ancora una volta l'immagine di Romney, già danneggiata numerose volte in questa campagna elettorale: la più clamorosa (fino a ieri) fu la rivelazione della ridicola aliquota del 13-15% con cui erano tassate le sue rendite.

Finora l'aspirante presidente ha sempre negato qualsiasi chiarimento riguardo al proprio enorme patrimonio, adducendo come motivo di silenzio il rispetto del segreto sull'entità delle proprie donazioni alla chiesa mormone. Le barricate alzate contro il fuoco democratico erano sempre state la liquidazione ricevuta dalla Bain (ora smentita) prima della sua ascesa in politica, e l'affidamento dei propri investimenti correnti ad un blind trust che però, stando alle indagini federali, parrebbe non essere così “blind” (cieco) come Romney vorrebbe sostenere.

Paiono dunque scarseggiare le pedine a disposizione dell'ex tycoon della finanza, mentre i “dem” guadagnano sempre più terreno. E data la situazione, anche la “conquista della Florida” attestata da alcuni sondaggi a favore del candidato Gop potrebbe venir meno. E lo Stato che nel 2000 decretò la vittoria repubblicana, quest'anno potrebbe divenire metafora del declino del partito dell'Elefante.

Il candidato repubblicano, Mitt Romney
(Foto: Reuters / Jason Cohn)
Il candidato repubblicano, Mitt Romney.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • 0
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci