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Di Stefano Consiglio | 10.09.2012 20:59 CEST

Said al-Shehri, considerato da molti il secondo uomo più importante dell’Aqmi (l’organizzazione di Al-Qaeda nel Maghreb Islamico), è stato ucciso oggi nello Yemen meridionale durante un’operazione condotta dal governo yemenita. Secondo fonti locali il leader saudita sarebbe stato ucciso, insieme ad altri sei miliziani, durante un raid aereo compiuto dalle forze di sicurezza dello Yemen nella regione sud orientale di Hadramout.

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Una versione diversa è stata rilasciata dall’ufficio del ministro degli Esteri yemenita, secondo cui l’uccisione di Said sarebbe stata causata da un drone americano che, dopo aver intercettato l’automobile su cui stava viaggiando il leader dell’Aqmi, l’ha distrutta con un missile.

A prescindere dalle modalità con cui è stata causata la morte di Said al-Shehri, il suo decesso rappresenta un duro colpo per l’organizzazione terroristica che, dall’uccisione di Osama Bin Laden, sembra essere caratterizzata da una certa instabilità nella catena di comando. A questo punto una domanda sorge spontanea: chi sono attualmente i “capi” di Al-Qaeda e delle organizzazioni ad essa affiliate? Ecco una lista degli uomini chiave della più nota organizzazione terroristica.

Ayman al-Zawahiri: in passato era il leader dell’organizzazione fondamentalista Jihad dell’Egitto Islamico. Nel 1998 decise di fondere la sua organizzazione con Al-Qaeda, di cui divenne ufficialmente il “capo” il 16 giugno del 2011, poche settimane dopo l’uccisione di Osama Bin Laden. Nessuno è a conoscenza della sua posizione attuale. In un recente comunicato ha fatto sapere di avere intenzione di continuare la guerra santa contro gli americani, contro Israele e contro i loro alleati.

Sayf al Adel: ex colonnello dell'esercito egiziano è ora a capo delle milizie di Al-Qaeda. Viene ricercato dagli Stati Uniti per gli attentati del 1998 alle ambasciate statunitensi in Tanzania e in Kenya. E’ inoltre sospettato di aver partecipato all’addestramento dei terroristi responsabili dell’11 settembre. Secondo informazioni recenti Adel, precedentemente arrestato dalle forze di sicurezza iraniane, sarebbe riuscito a scappare in Pakistan, dove avrebbe ripresto i contatti con i leader di Al-Qaeda presenti nella regione.

Fazul Abdullah Muhammad: noto anche con il nome di Harun Fazal, è il leader di Al-Qaeda nell’Africa orientale. Il suo scopo primario è di fungere da ponte di collegamento fra Al-Qaeda e l’organizzazione terroristica somala degli Al-Shabaab. Anche Fazul è ricercato per gli attentati del 1998 alle ambasciate statunitensi in Tanzania e Kenia.

Adam Yahiye Gadahn: Questo è il nome con cui si fa chiamare oggi Adam Pearlman, un americano convertito all'Islam che svolge il compito di reclutatore su internet. Gli Stati uniti hanno messo un milione di dollari di taglia sulla sua testa, accusandolo di tradimento e atti terroristici.

Khalid al-Habib: di nazionalità incerta (non è sicuro se sia egiziano o turco), dal 2008 dirige le operazioni di Al-Qaeda in Afghanistan e Pakistan settentrionale.

Adnan el Shukrijumah: temuto dall’FBI in quanto, a differenza degli altri leader di Al-Qaeda, ha vissuto per 15 anni negli Stati Uniti. Questa sua familiarità con la società americana, è alla base della sua nomina a capo “dell’ufficio per le operazioni esterne”.

Saad Bin Laden: uno dei figli del defunto leader di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, negli anni è stato coinvolto in tutte le principali operazioni dell’organizzazione terroristica. Nel 2003 è stato arrestato dalle autorità iraniane, dalla cui custodia riuscì a sfuggire insieme a Sayf al Adel. Attualmente si ritiene che Saan sia nascosto in Pakistan; alcune fonti, tuttavia, affermano che sia morto durante un raid aereo compiuto ad Abbottabad nel maggio 2011.

Midhat Mursi: chimico egiziano, ha svolto un ruolo chiave nell’organizzazione terroristica dedicandosi allo sviluppo delle armi chimiche. Secondo l’intelligence degli Stati Uniti, Mursi si troverebbe attualmente in Pakistan sotto la protezione di Khalid al-Habib.

Nasser Abdul Karim al-Wuhayshi: attuale leader dell’AQPI (l’organizzazione di Al-Qaeda nella penisola araba), venne arrestato nel 2002 dall’Iran che lo estradò nello Yemen. Nel 2006 Wuhayshi, insieme ad altri 22 affiliati, riuscì ad evadere dal carcere di Sanaa, capitale dello Yemen. Dopo la fuga dal carcere, Wuhayshi si dedicò a tempo pieno al reclutamento di nuovi miliziani e alla preparazione di attentati terroristici. Voci non confermate affermano che anche Wuhayshi sarebbe morto durante il raid compiuto oggi nella regione di Hadramout.

Abou Mossab Abdelwadoud: leader indiscusso dell’AQMI, Abdelwadoud si alleò con Al-Qaeda nel 2003. Responsabile di una serie di attacchi compiuti in Algeria e in altre nazioni nordafricane, Abdelwadoud ha fra i suoi progetti di portare la guerra santa in Iraq.

Said al-Shehri,
(Foto: reuters / )
Said al-Shehri, vicecomandante dell'AQMI, ucciso durante un raid aereo nello Yemen del sud il 10/09/2012
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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