ROMA - Lo spread, il differenziale di rendimento rispetto al titolo bechmark tedesco, ha subito un vero e proprio cambio di rotta nell'ultimo periodo. Il differenziale tra il BTp decennale italiano e il corrispettivo Bund tedesco viaggiava, meno di un mese fa, sui livelli di allarme oltre i 530 punti base (il 24 Luglio toccava quota 536 bps, inferiore solamente al record di 553 bps del Novembre 2011). L'attuale quotazione a c.a. 350 punti base è figlia di un trend negativo più che sostenuto. Persi i supporti a 450 e 410 bps il prossimo obiettivo sarà sulla linea dei 320 punti.
Bandiera europea
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I fondi di investimento - Ovviamente le decisioni prese dalla Bce hanno orientato questo andamento dello spread. Quello che non tutti sanno, però, è come si sono comportati i manager dei principali fondi di investimento europei. Partendo dal presupposto che è tornata forte la domanda su Bonos spagnoli e BTp italiani, quello che risulta particolare è la tempistica. Il Wall Street Journal evidenzia come i fondi siano tornati a comprare Bonos e BTp sia prima che dopo le decisioni della Bce. La ventata di ottimismo e la creazione delle aspettative ha sicuramente guidato queste strategie. Il Wsj afferma: "I manager dei fondi in Europa hanno investito molti dei loro soldi nei bond sovrani dei Paesi europei a più alto rendimento nel periodo immediatamente precedente e successivo all'approvazione da parte della Bce del piano di acquisto illimitato dei bond". Resta ora solo da capire se la ventata di ottimismo (e di acquisti) resisterà ai momenti futuri in cui i mercati si mostreranno titubanti e pessimisti nei confronti della periferia europea. Se si riuscirà a superare, fiduciosi, i momenti di stallo allora si potrebbe realmente aprire una nuova prospettiva per la crisi dei debiti sovrani.








