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Di Redazione IBTimes | 13.09.2012 11:14 CEST

È caos nel mondo mediorientale dopo la morte di Chris Stevens, ambasciatore americano in Libia, vittima di un assalto al consolato statunitense di Benghasi.

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I disordini di ieri, infatti, hanno provocato uguali proteste presso le ambasciate americane di Egitto e Yemen. L'oggetto delle proteste è sempre il film ritenuto da molti musulmani come blasfemo ed offensivo nei confronti dell'Islam, "L'innocenza dei musulmani".

A Sanaa, la polizia ha dovuto sparare dei colpi in aria per disperdere la folla ma i manifestanti hanno avvertito che non se ne andranno finché non sarà avvenuta l'esecuzione del regista blasfemo.

Allo stesso modo, al Cairo l'ambasciata Usa è stata presa di mira da una folla inferocita che è stata dispersa dalla polizia con i gas lacrimogeni nella notte. Gli scontri hanno provocato 13 feriti.

Per questo motivo, gli Stati Uniti hanno deciso di correre ai ripari. Il presidente Barack Obama ha deciso di inviare in Libia due navi da guerra, una squadra di marines anti-terrorismo di circa 200 unità e, secondo alcuni, sarebbero pronti anche i famigerati droni.

Queste misure sono definite come "precauzionali" ma mettono bene in luce la preoccupazione dell'amministrazione di Washington nei confronti di un sentimeno antiamericano che in Nord Africa e Medio Oriente è sempre più dilagante.

Afghanistan
(Foto: Reuters / Abdul Malik)
Manifestanti bruciano una bandiera americana nella provincia di Helmand.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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