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Di Valentina Beli | 15.09.2012 10:36 CEST

Le tre reti ammiraglie, Iris, La5 e Mediaset Extra non bastano più. Mediaset vorrebbe mettere le mani anche su La7. Non è un semplice roumors, i soggetti interessati a Telecom Italia Media sono ben 10, tuttavia i possibili acquirenti -concretamente- risultano essere tre:  il gruppo Cairo, Discovery Channel e  Mediaset, appunto.

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Contattata dalle agenzie di stampa, Mediaset non ha confermato la notizia ma non ha neppure rilasciato una smentita, tanto che ieri a fine giornata il titolo di Cologno Monzese ha sovraperformato  l'indice di riferimento chiudendo la giornata con un +6%.

Per la serie evviva la pluralità d'informazione. Le già numerose reti che fanno parte della rosa della famiglia Berlusconi, evidentemente non erano sufficienti.  Insomma La7, che negli ultimi tempi ha accolto tanti fuoriusciti dalla Rai, come Serena Dandini o Gad Lerner, e da Mediaset stessa, partendo da Mentana per finire a Cristina Parodi, è un bottino ambizioso.

Che l'ex Premier avesse la propensione di fare man bassa di tanti mezzi di comunicazione quanti potesse, è chiaro fin dalla fine degli anni ottanta, quando tentò di fare propria la casa editrice Arnoldo Mondadori, per capirci la stessa casa che pubblica 'La Repubblica' e 'L'Espresso'. Dopo una lunga vicenda giudiziaria tra i contendenti, le azioni vengono consegnate all'allora Fininvest.

 "Nonostante il successo giudiziario, le cose si complicano per Berlusconi quando i direttori e i dipendenti di alcuni giornali si ribellano al loro nuovo proprietario; nella vicenda interviene il presidente del consiglio dell'epoca, Giulio Andreotti, che convoca le parti e le invita a trovare un accordo di transazione. Come mediatore tra le parti, Carlo Caracciolo, con il placet di Andreotti, chiama l'imprenditore ed editore Giuseppe Ciarrapico. Ciarrapico riesce quindi a raggiungere un accordo secondo il quale la Repubblica, L'Espresso e alcuni quotidiani e periodici locali tornano alla CIR, mentre Panorama, Epoca e tutto il resto della Mondadori restano alla Fininvest, che riceve 365 miliardi di lire come conguaglio per la cessione delle testate all'azienda di Carlo De Benedetti".  (Wikipedia)

 

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© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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