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Di Roberto Cicchetti | 15.09.2012 16:03 CEST

Secondo il Pentagono non c'è certo da preoccuparsi, ma il comandante della marina iraniana Habibollah Sayyari ha ribadito l'intenzione di inviare navi da guerra davanti alle coste degli Stati Uniti. Questo come reazione alla presenza dell'intera Quinta flotta americana nel Golfo Persico in attesa della scintilla che dia fuoco alle polveri. Una situazione imbarazzante visto che nel Golfo transita il 20% del petrolio mondiale, compreso quello iraniano.

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Questa operazione potrebbe sembrare una vuota minaccia a meno che l'Iran non abbia forze navali occulte. A mala pena il naviglio può permettersi di uscire nel Golfo o al massimo inviare per pochi giorni una fregata con un rifornitore nel Mediterraneo, come accaduto nel febbraio 2011, con gli occhi della NATO ben fissi su qualunque mossa compisse. La flotta di Teheran è composta per lo più da motovedette e naviglio leggero, le operazioni di altura sono effettuate da tre vecchissime cacciatorpediniere di costruzione britannica e due di nuova costruzione nazionale. I tre sottomarini classe Kilo, impostati negli anni '80, dovrebbero presto prendere la via della demolizione. Questa forza è stata usata fino ad oggi in operazioni antipirateria davanti la costa somala con buoni risultati, il contrammiraglio Sayyari ha anche affermato che "La pirateria continua ad esistere perché va a vantaggio degli Stati Uniti, le cui compagnie assicurative lucrano con l'alzarsi dei premi per le navi che transitano dal Mediterraneo all'Oceano Indiano"

L'unico modo per arrivare nel nord atlantico per le navi iraniane è un accordo con il Venezuela di Hugo Chavez, che potrebbe offrire una base logistica, ma anche in questo caso l'operazione iraniana non avrebbe valore militare ma solo propagandistico e simbolico, come quello acquisito nei mesi scorsi da un "invisibile" sottomarino russo.

Fonte: AnalisiDifesa

Iran
(Foto: Reuters.com / )
Una fregata iraniana testa il proprio apparato missili
© International Business Times, il leader di notizie economiche e finanziarie
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