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Di Dario Saltari | 18.09.2012 12:19 CEST

C'è una relazione che lega l'attacco di mercoledì scorso al consolato statunitense a Benghasi e la caduta dell'ex rais Gheddafi? Secondo Stratfor, il think-tank geopolitico con base ad Austin in Texas, si.

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Secondo Stratfor, infatti, non è un caso che l'attacco sia avvenuto proprio a Benghasi, la città di maggiore opposizione a Gheddafi. "Gheddafi è stato spietato nel sopprimere l'islamismo radicale" si legge nel documento della Stratfor "in assenza della sua repressione, le fazioni islamiche radicali sono riuscite a pianificare accuratamente l'assalto al consolato americano a Benghasi".

Secondo l'organizzazione di analisi geopolitica, infatti, l'attacco è stato preparato appositamente per uccidere l'ambasciatore statunitense, Chris Stevens. Il meccanismo è stato semplice. "Gheddafi è stato eliminato, nessun regime coerente ha preso il suo posto, nessuno ha represso gli islamici radicali, quest'ultimi hanno potuto agire" si legge nel dossier.

Alla base di tutto, secondo Stratfor, c'è un errore nella percezione della primavera araba da parte dell'Occidente. "L'approccio della Nato alla Libia assumeva che la rimozione di un tiranno avrebbe portato inevitabilmente ad una democrazia liberale" si legge nel documento "implicito in questo (approccio) c'era una profonda mancanza di comprensione della forza dei regimi, della diversità nell'opposizione e delle forze che ne sarebbero uscite fuori".

La Nato, quindi, provocando la caduta di Gheddafi si è assunta la responsabilità di aver portato la Libia all'attuale sbaraglio. Nessuno, infatti, ha riflettuto sul fatto che "ciò che poteva emergere come il volere nazionale libico sarebbe potuto essere un movimento che rappresentava un pericolo ai principi e agli interessi degli stessi membri della Nato".

"Il problema della Libia" continua il dossier "non è quello di non aver capito i valori occidentali, ma che una parte significativa della sua popolazione rifiuta questi valori sotto un profilo morale e che un segmento della popolazione, compresi i guerriglieri violenti, li considera come inferiori rispetti ai propri valori islamici".

Il cadavere dell'ex rais della Libia, Muammar Gheddafi.
(Foto: Reuters / Saad Shalash )
Il cadavere dell'ex rais della Libia, Muammar Gheddafi.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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