La Nazione e i suoi problemi possono anche aspettare. Almeno secondo Rosi Mauro. L'ex esponente della Lega e vicepresidente del Senato, alle 12 in punto ha lasciato Palazzo Madama -con una celerità da far invidia a Cenerentola, costretta a lasciare la festa entro la mezzanotte nel timore che la sua carrozza si trasformasse di nuovo in zucca- adducendo come motivazione quella di avere "impegni personali improrogabili".
Reuters
La Camera del Senato
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Poco importa se in aula si stessero discutendo le mozioni contro la violenza delle donne. Eventuali decisioni o provvedimenti concreti per salvaguardare il sesso debole possono anche aspettare. Ma i propri impegni, quelli no.
E così per più di mezz'ora la seduta è rimasta sospesa, in attesa che arrivasse il presidente Schifani che ha definito l'atteggiamento di Rosi Mauro increscioso, e ha assicurato di voler far luce sulla vicenda.
D'altronde, a condurre la seduta toccava all'altro vice, Domenico Nania, il quale però non è riuscito ad arrivare in tempo a seguito del ritardo registrato dal volo che doveva portarlo da Catania a Roma. Ma Rosi non perdona, e a mezzogiorno lascia l'aula interrompendo i lavori.
"Che cosa c'è di più improrogabile della gestione d'aula - chiede retoricamente il senatore del Pdl Sandro Bondi - è un fatto inaudito, Mauro deve dare spiegazioni".
"Siamo di fronte a un fatto inedito nella storia del Parlamento -ha attaccato Anna Finocchiaro - quello che è accaduto sarebbe stato gravissimo anche se fossimo stati al consiglio comunale di un piccolo paese. Ma qui siamo al Senato e ciò che è capitato è inaudito".
Anche la Lega Nord ha espresso "disappunto" per l'inatteso stop dei lavori.
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