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Di Stefano Consiglio | 21.09.2012 18:30 CEST

Da quando su internet è stato pubblicato il film blasfemo, “L’innocenza dei musulmani”, violente proteste sono scoppiate nella stragrande maggioranza dei Paesi arabi. Una tensione che è cresciuta ulteriormente da quando il settimanale satirico francese, Charlie Hebdo, ha pubblicato delle vignette che ritraggono Maometto in posizioni “osè”.

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Oggi in Pakistan 50.000 persone hanno gridato il loro disprezzo per l’America, riversandosi nelle piazze delle 5 più grandi città dello Stato. Il bilancio provvisorio di questa “giornata della collera” è di almeno 16 morti e un’ottantina di feriti. La città più colpita è stata Karachi: gli agenti di polizia hanno fatto ricorso ad armi e lacrimogeni per respingere la folla che cercava di assaltare cinema, banche e negozi. Anche le ambasciate sono state prese d’assalto dai manifestanti: 8 mila persone, armate di pietre, hanno tentato di sfondare il cordone di sicurezza posto intorno alle sedi diplomatiche.

Il Pakistan non è l’unico Stato in cui si stanno svolgendo delle proteste contro la “blasfemia occidentale”. A Sanaa, capitale dello Yemen, centinaia di manifestanti si sono riversati per le strade con uno scopo ben preciso: prendere d’assalto l’ambasciata statunitense. La loro marcia, tuttavia, si è dovuta arrestata a 600 metri dalla sede diplomatica, dove le forze di sicurezza hanno impedito il passaggio attraverso l’uso di idranti.

Dinanzi a questa escalation di violenza, che in pochi giorni ha causato la morte di decine di persone, non si può far altro che compatire l’ignoranza di quello “sceneggiatore” che ha realizzato il “film” su Maometto. Chiunque visionerà su YouTube il filmato, non potrà non rendersi conto della bassezza di questa rappresentazione.
Subito dopo la sua diffusione diversi paladini della libera informazione hanno difeso quest’ “opera” sostenendo che essa non contiene alcuna menzogna: Maometto è stato spostato con una bambina, ha compiuto diversi massacri a danno di cristiani, ha superato il limite di quattro mogli normalmente imposto ai musulmani.

Ciò che questi signori hanno dimenticato di sottolineare è il modo in cui tutto ciò viene “raccontato” nel filmato: per fare un paragone è come se un musulmano, basandosi sul vangelo gnostico di Filippo, in cui si parla di frequenti baci fra Gesù e la Maddalena, realizzasse un film in cui viene mostrato Gesù intento ad avere un rapporto orale con Maria. Questo è ciò che si vede nel film su Maometto: il Profeta inchinato sotto le vesti di una donna, intento a soddisfare il suo insaziabile desiderio.

La verità è che questo filmato non porterà alcun beneficio se non agli estremisti di entrambe le fazioni. Al-Qaeda, infatti, ha accolto come un dono questa provocazione, lanciata simbolicamente dall’America a tutti i musulmani. L’assalto all’ambasciata di Benghasi, l’omicidio dell’ambasciatore Chris Stevens, gli scontri che si registrano quotidianamente nella stragrande maggioranza dei Paesi arabi, portano tutti la firma di Al-Qaeda. Lo scopo di quest’organizzazione terroristica, i cui membri si sono arrogati il titolo di “difensor fidei”, è chiaramente meno nobile di quel che appare: evitare la stabilizzazione dei governi democratici che si sono insidiati successivamente alla Primavera Araba. In questo modo, mantenendo vivo l’odio del “popolo minuto” per l’occidente, soffocando ogni tentativo di modernizzazione in nome della fedeltà ai precetti dell’Islam, Al-Qaeda potrà assicurarsi il controllo sul territorio, così da finanziare gli attacchi terroristici contro i suoi obiettivi occidentali.

Yemen
(Foto: Reuters / )
Un suv preso di mira dai manifestanti a Sanaa
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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