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Di Alessandro Proietti | 27.09.2012 09:15 CEST

LUGANO - Mors tua, vita mea. Deve essere stato questo il motto seguito dalla Banca Nazionale Svizzera negli ultimi tre anni. La Crisi incombeva in Europa e la "piccola" Svizzera, lungi dall'immischiarsi in dinamiche non sue, ha fatto tutto il possibile per sostenere il proprio franco. Il "come" di questa vicenda è stato evidenziato da Standard & Poor's: negli ultimi tre anni la Banca Centrale svizzera ha "comprato" così tanti euro da poter contribuire all'allargamento della forchetta dei rendimenti tra i Paesi Periferici e quelli "sani".

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Spread made in Switzerland - Nei soli ultimi sette mesi, secondo le stime di S&P's, l'istituto svizzero ha acquistato circa 80 miliardi di euro di obbligazioni da Germania, Francia, Olanda, Austria e Finlandia. Ovviamente la domanda elvetica ha permesso di mantenere l'offerta di questi Paesi su livelli di rendimento molto bassi: "Se la Germania può permettersi di mettere obbligazioni sul mercato a in tasso di poco superiore all'1,5%, o la Francia al 2,23%, la Banca Nazionale Svizzera ha le sue responsabilità", osserva l'agenzia di rating. Ovviamente il continuo "abbassarsi" del floor ha, di fatto, aumentato il differenziale di rendimento esistente tra i Paesi del Nord-Europa e quelli del Sud.

Il cambio franco svizzero/euro - Come accennato in apertura, la Banca Nazionale ha cercato in tutti i modi di tutelare la propria moneta. Nel 2009 la moneta svizzera era stata al centro di un "flight to quality" da parte di tutti i risparmiatori europei che temevano per la tenuta dell'euro. Tale dinamica aveva, sostanzialmente, portato nel giro di un paio di anni alla parità tra euro e franco svizzero. Timorosi per gli effetti che avrebbe portato sull'export svizzero, decisero di stabilire un cambio fisso franco-euro: ad ogni euro corrispondono 1,20 franchi, così decise Philipp Hildebrand (allora Presidente della Banca Nazionale Svizzera).

Paradoxa - Ecco "giustificata" quindi l'incetta di euro da parte della Banca Nazionale Svizzera. Il fissare il cambio, in conclusione, ha indubbiamente spinto la Svizzera ad immettersi pesantemente nel circuito delle obbligazioni europee ma questo ha portato ad un paradosso, afferma S&P's. "I flussi di euro, provenienti dai Paesi Periferici sono serviti per acquistare obbligazioni di Paesi del centro-nord". Come dire che i capitali messi in fuga da Italia, Spagna e Grecia, per colpa dell'alto spread, arrivavano i Svizzera per poi ripartire verso i Paesi "virtuosi", finanziando il loro debito pubblico e facendo aumentare il differenziale.

Banca Nazionale Svizzera
(Foto: Reuters/Pascal Lauener / )
A Swiss National Bank (SNB) logo is pictured on the SNB building.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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