Concorso scuola, l'Anief ricorre al Tar Lazio per ammettere i laureati tra il 2001 e il 2012. Il Cobas: "Va abolito"

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Di Emiliano Ragoni | 28.09.2012 07:11 CEST

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Inutile ribadire che il concorso appena bandito dal Ministro Profumo ha trascinato con se un'infinità di polemiche. I diretti interessati hanno protestato contro una serie di decisioni che sono state ritenute ingiuste. Il Cobas Scuola di Palermo definisce il concorso una truffa e dichiara: "Va bloccato". E ancora: "Così la scuola non uscirà dall'empasse" (sopra possiamo vedere un video con delle interviste fatte ad alcuni docenti precari).

L'Anief, il sindacato dei precari e dei ricercatori, dichiara: «Non possiamo accettare che il concorso a cattedra escluda tutti i laureati dell'ultimo decennio (esclusi coloro che si sono laureati dopo il 2003) e i docenti già di ruolo: si tratta di esclusioni clamorose, di cui il ministero dell'Istruzione dovrà dare spiegazione in tribunale».

L'Anief denuncia una disparità di trattamento tra personale che è in possesso dello stesso titolo di accesso alla procedura concorsuale (laurea o abilitazione) e che ha diritto a partecipare al di là dell'anno di conseguimento dello stesso titolo o dello status ricoperto. Il bando di concorso, infatti, esclude i laureati tra il 2001 e il 2012 (art. 2, c. 3, lettera b), i docenti di ruolo (art. 2, c. 6) e limita la scelta a una sola regione, contrariamente a quanto disposto nel Decreto legislativo 297/94. Il Miur con eccesso di potere riprende le vecchie disposizioni (art. 2) del decreto interministeriale n. 460/98 nell'elencare i titoli di ammissione al concorso, quando in previsione dei concorsi che sarebbero stati banditi nel 2002 (art. 1) aveva previsto come titolo di accesso valido, in deroga all'abilitazione prescritta, la laurea conseguita dagli iscritti a corsi accademici quadriennali entro il 2001-2002, quinquennali entro il 2002-2003, sessennali entro il 2003-2004.

Stando così le cose secondo l'Anief sarà facile dimostrare, non soltanto l'irragionevolezza della limitazione odierna, ma anche la violazione di diversi articoli della Costituzione (artt. 3, 54, 97). Se si accetta la deroga al principio di ammissione dei soli abilitati, non si può impedire ragionevolmente di far partecipare il candidato laureato in possesso di titolo di accesso valido per le vecchie SSIS o per il nuovo TFA. Inoltre non appare legittimo vietare la partecipazione al personale abilitato assunto a tempo indeterminato, specie se in esubero o in altro ordine di scuola.

COME FARE RICORSO

Il sindacato consiglia a tutti questi candidati di inoltrare regolare domanda attraverso il sistema on-line (art. 3, c. 3) o in cartaceo (utilizzando il modello che sarà fornito dall'Anief), nel caso in cui il sistema informativo gli precluderà l'inserimento della domanda. Contestualmente, i candidati devono avviare le procedure per ricorrere al Tar Lazio al fine di chiedere, in via cautelare, l'inserimento con riserva negli elenchi regionali degli ammessi alle prove preselettive. Partecipare è semplice: basta inviare una mail a: concorsoacattedra@anief.net, indicando i propri dati anagrafici ed i propri recapiti telefonici, per richiedere le istruzioni operative per ricorrere e ricevere l'eventuale modello di domanda di partecipazione. A fronte del pagamento di una somma piuttosto contenuta (120 euro) l'Anief si incarica di gestire il ricorso.

Vediamo nel dettaglio i punti contestati dall'Anief.

PRIMO PUNTO. La prima protesta riguarda i laureati 2001-2002: secondo il sindacato, i laureati con titolo di studio valido per il conseguimento dell'abilitazione dovrebbero poter partecipare al concorso qualora ne siano in possesso entro la data di presentazione della domanda. Polemiche anche per i docenti di ruolo, dal momento che secondo l'Anief sarebbe «incostituzionale vietare ai dipendenti in servizio a tempo indeterminato la partecipazione al concorso, quando si concede tale possibilità a tutti gli altri dipendenti del pubblico impiego».

SECONDO PUNTO. Il Test preselettivo non convince. Secondo l'Anief il punteggio per superare il test di preselezione dovrebbe essere pari o superiore a 30, per pareggiare il precedente voto 6, e quindi 35 come stabilito dal Ministro. 

TERZO PUNTO. Lingua straniera. Per coloro i quali concorreranno alla cattedra nella scuola elementare esiste l'obbligo della prova di lingua straniera, questa cosa che non convince l'Anief. Secondo il sindacato non è giusto che ci sia l'obbligo per la verifica della lingua straniera all'orale per tutti i candidati.

QUARTO PUNTO. Il sindacato protesta contro l'addio al cosiddetto "punteggio favorevole": non viene tenuto infatti conto del Testo Unico secondo cui il candidato con un punteggio inferiore a quello ottenuto in occasione del precedente concorso, possa scegliere per il vecchio punteggio prima dell'esame dei titoli. 

QUINTO PUNTO. Non figura all'interno della tabella dei titoli ogni valutazione per la permanenza nelle graduatorie elementari o medie rispetto ai non abilitati. Al contrario viene riconosciuto un punteggio superiore al titolo SSIS rispetto agli altri titoli universitari. 

SESTO PUNTO. Polemica per la graduatoria triennale. Alla base del contendere la richiesta della realizzazione di una graduatoria di merito almeno triennale, ma da questo punto di vista il ministro Profumo sembra non essere d'accordo. Il concorso è stato bandito secondo l'art. 400 del D.Lgs. 297/1994 che autorizza il ministro a rinnovarlo ogni tre anni. L'Anief spiega: "Pertanto le dichiarazioni di Profumo sul prossimo concorso per la primavera 2013 sono infondate, a meno che venga emanato secondo un regolamento attuativo della legge 244/2007 ma legato alla formazione iniziale. Per questa ragione, se è vero che il concorso non può fornire altre abilitazioni, tuttavia deve garantire una graduatoria di merito di durata triennale e fino al concorso successivo. Chi supera le soglie di 28/40 nelle rispettive prove scritte e orali prima della valutazione dei titoli non necessariamente deve ottenere subito la cattedra, a meno che a priori non si selezioni il numero esatto dei candidati secondo i posti messi a concorso".

SETTIMO PUNTO. Mancata esplicitazione dei criteri di ripartizione dei posti. L'atto non rispecchia i requisiti di trasparenza ed imparzialità richiesti dalla legge (Dlgs 150/2009). Nel testo infatti non vi è alcun cenno ai criteri di calcolo e previsione dei posti disponibili ed alla conseguente ripartizione dei posti disponibili sul territorio nazionale.

OTTAVO PUNTO. Esclusione dei docenti di ruolo. L'art. 2, comma 6 espressamente prevede che non possono partecipare ai concorsi coloro che alla data di pubblicazione del decreto sulla Gazzetta Ufficiale prestano servizio su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali. Questo in violazione dell'art. 51 Cost per cui "Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge".

 

[Via: DottornewsSalute, OrizzonteScuola]

 

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Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo
(Foto: UK in Italy (Flickr) / )
Il ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo. [CC BY-ND 2.0]
This article is copyrighted by International Business Times.
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