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Di Alessandro Proietti | 28.09.2012 09:16 CEST

NEW YORK - Fitch avverte, Fitch procede. La nota agenzia di rating aveva lanciato il monito verso la fine di Agosto: l'incertezza della situazione europea ed il c.d. "fiscal cliff" americano avrebbero potuto letteralmente affossare la crescita globale. Passato un mese, se dal lato europeo la lotta alla crisi è pressoché quotidiana, gli States sono ancora presi dalla campagna elettorale. Fitch ha diramato le nuove stime del Global Economic Outlook: si passa dalla previsione di crescita del 2.2% di Giugno all'attuale fissa al 2.1%. Per il 2013 si computa un +2.6% contro la precedente sitma al 2.8%; chiude il 2014 con un +3.0% contro il +3.1% di Giugno.

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Eurozona - Le manovre messe in atto dalla Bce potrebbero ancora non bastare: Fitch calcola una cotrazione dello 0.5% per il 2012, dello 0.3% per il 2013 e, solo nel 2014, è prevista la ripresa con un +1.4%. Nel paper si legge: "La fiducia delle imprese e delle famiglie si è indebolita negli ultimi mesi, le condizioni di finanziamento rimangono difficili e le misure di austerità stanno mordendo nei Paesi periferici, mentre la dinamica di crescita dei Paesi core sta rallentando".

Italia - Il focus sulle previsioni dell'economia italiana computa sia fattori esogeni che endogeni. Dal punto di vista interno pesa l'incertezza politica legata alle prossime elezioni: mosse politiche, di stampo populista, che si discostino troppo dall'attuale configurazione, rischiano seriamente di creare squilibri mal gestibili nella tenuta dell'economia. La stima per il 2012 peggiora e passa dal -1.9% al -2.2% complice, appunto, le previsioni delle elezioni politiche. "La consistenza delle politiche del Governo sarà importante nella stabilizzazione del clima di mercato". La contrazione dell'economia è prevista anche per il 2013 (-0.3%) mentre nel 2014 si attende una crescita meida dell'1.1%.

U.S.A. - "Il taglio di bilancio previsto dal fiscal cliff potrebbe portare gli Stati Uniti e, eventualmente, l'economia globale in recessione". Se gli States non riusciranno ad evitare il c.d. precipizio fiscale, l'agenzia Fitch prevede il dimezzarsi del tasso di crescita globale per il 2013. Il fiscal cliff, lo ricordiamo, comporterebbe lo scatto automatico (nel 2013) di tagli alla spesa pubblica e della cessazione di esenzioni fiscali, incorporate dal Governo Bush, per un totale di 600 miliardi di dollari. La cifra astronomica, secondo il Congressional Budget Office, arriverebbe a 800 miliardi di contrazione fiscale su base annua, circa il 5% del Pil. "La portata e la velocità di questa stretta fiscale rischierebbe di spingere l'economia americana in una recessione inutile ed evitabile; riteniamo quindi che i tagli saranno pari a un più gestibile 1.5% del Pil". In caso contario, Firch computa una contrazione di ben 2 punti percentuali sulla crescita prevista per il 2013.

Fitch Ratings
(Foto: Reuters/Alessandro Garofalo / )
A plaque is pictured at the entrance of the Fitch offices in downtown Milan January 24, 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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