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Di Emiliano Ragoni | 28.09.2012 21:40 CEST

L'Anief, che abbiamo visto voler presentare ricorso al Tar del Lazio per i limiti di età imposti dal bando di consorso, si è nuovamente pronunciato sull'argomento. Tramite il proprio Ufficio stampa, l'Anief fa riferimento all'art. 2, c. 7 del bando che richiama, tra i requisiti generali, il rispetto di quelli previsti dal D.P.R. 487/94; secondo l'associazione sindacale il Miur dimentica come successivamente sia intervenuta la legge 127/97 che abroga i vincoli anagrafici per la partecipazione. Quindi, da questo punto di vista, c'è stata una vera e propria svista da parte del MIUR. Tuttavia rimangono esclusi docenti di ruolo e laureati che per far valere le proprie ragioni possono presentare domanda per partecipare attraverso il ricorso al TAR. 

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In tal proposito nel bando di concorso, quando si richiama genericamente il D.P.R. 487/94, all'articolo 2, si legge: 

"Requisiti generali. 1. Possono accedere agli impieghi civili delle pubbliche amministrazioni i soggetti che posseggono i seguenti requisiti generali:
omissis
2) età non inferiore agli anni 18 e non superiore ai 40. Per i candidati appartenenti a categorie per le quali leggi speciali prevedono deroghe, il limite massimo non può superare, anche in caso di cumulo di benefici, i 45 anni di età. Il limite di età di 40 anni è elevato"
Ma successivamente, con la legge 127/97, è stato introdotto una modifica all'articolo 3:
"3. L'articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 1994, n. 130, è sostituito dal seguente:
omissis
6. La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche amministrazioni non è soggetta a limiti di età, salvo deroghe dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla natura del servizio o ad oggettive necessità dell'amministrazione.
7. Sono aboliti i titoli preferenziali relativi all'età e restano fermi le altre limitazioni e i requisiti previsti dalle leggi e dai regolamenti per l'ammissione ai concorsi pubblici".

Come si può vedere dall'evidenza sopra riportata il MIUR ha commesso una svista o un'omissione che ha provocato il disappunto di diversi docenti. Continuano però ad essere esclusi dalla partecipazione i docenti di ruolo, senza alcun riferimento normativo, o meglio, l'unico riferimento normativo vigente sul tema è quello richiamato dall'art. 402, c. 1, lett. c) che recita:

"Laurea conformemente a quanto stabilito con decreto del Ministro della pubblica istruzione, od abilitazione valida per l'insegnamento della disciplina o gruppo di discipline cui il concorso si riferisce, per i concorsi a cattedre e a posti di insegnamento nelle scuole secondarie, tranne che per gli insegnamenti per i quali è sufficiente il diploma di istruzione secondaria superiore".

Tale normativa consente anche la partecipazione di tutti i laureati negli ultimi dieci anni, e comunque entro il 5 novembre 2012, purché la laurea sia titolo di accesso all'insegnamento. Il richiamo al decreto interministeriale 24 novembre 1998, n. 460, che prevedeva l'emanazione del nuovo concorso a cattedra a partire dal 2002 (tre anni dopo quello del 1999) e intendeva salvaguardare i diritti dei candidati che in quell'anno (1998) si erano iscritti a corsi di laurea quadriennali, quinquennali o sessennali, non può ignorare come lo stesso concorso non sia stato più bandito e come nel frattempo successivi decreti abbiano disciplinato i criteri di accesso dei nuovi laureati alle SSIS o al TFA per il conseguimento dell'abilitazione.

Per queste ragioni, Anief ha deciso di patrocinare i ricorsi al Tar Lazio per consentire la partecipazione dei docenti di ruolo o laureati entro la data di scadenza del bando di concorso. Per avviare il ricorso è obbligatorio presentare la domanda di partecipazione al concorso. 

Si ricorda che Anief ha individuato diverse violazioni del Testo Unico sulla valutazione delle prove, dei titoli e sulla mancata nomina di una graduatoria di merito.

 

[Fonte: Anief | Via: OrizzonteScuola]

 

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