• Share
  • OkNotizie
  • +4
  • 0

Di Emiliano Ragoni | 04.10.2012 15:17 CEST

il logo ci Cibando

Seguici su Facebook

 

La redazione di IBTimes si è posta l'obiettivo di dare sempre maggior voce alle startup italiane dedicando loro uno spazio specifico all'interno del giornale. Capire la genesi e l'universo delle startup non è cosa semplice e per questo, proprio per avere una voce autorevole ed un interlocutore esperto dell'argomento, abbiamo intervistato Guk Kim, CEO di Cibando, brillante startup italiana balzata alla cronaca per la creazione di un app completamente dedicata al food. Cibando è un app mobile gratuita per iPhone e Android che in pochi istanti permette di conoscere tutti i ristoranti nei dintorni. Ma in realtà Cibando è molto più che una semplice app, Cibando offre un vero e proprio servizio sia per il consumatore che per il ristoratore. Ma per capire meglio il suo funzionamento è meglio passare direttamente all'intervista.

Redazione IBTimes: Da pochi giorni si è concluso Tech Crunch Italy, può dirci come ha trovato l'evento? Quale le è sembrata la startup più promettente?

Guk Kim: È stato un evento molto interessante, con sorprendente numero tanti partecipanti, startupper, imprenditori, e una bella concentrazione di geeks come me (finalmente)! È stato bello vedere tante startup, e pregevole la partecipazione della stampa che prestava attenzione al mondo delle startup (anche qui, finalmente). Le startup più promettenti fra le tante presenti e valide, a mio avviso sono Yoo Deal e Nextstyler, che grazie alla perseveranza ha anche di recente raccolto un buon finanziamento.

Redazione IBTimes: Senza entrare all'interno di questioni inerenti alla politica italiana, il Ministro Passera ha destinato dei fondi pubblici all'innovazione e alle startup, cosa ne pensa in proposito? C'è stato un passo in avanti rispetto al recente passato oppure la politica italiana è ancora troppo distante da questi nuovi modelli di business?

Guk Kim: È importante che si facciano questi sforzi, ma per un vero e decisivo impatto sull'economia del Paese servono interventi più pesanti. Bisogna fare in modo che siano facilitati gli investitori a portare fondi non fuori, ma dentro l'Italia, dove per altro quelle rare operazioni fortunate che ricevono un'exit subiscono poi forti aggravi ed esazioni. E poi bisogna facilitare le assunzioni, rendere più semplici le condizioni di assunzione per le startup.

Redazione IBTimes: Ci può brevemente raccontare com'è nato Cibando e le difficoltà che ha incontrato? Sappiamo che ha dovuto cercare i finanziamenti fuori dall'Italia...

Guk Kim
: Cibando è un'idea mi è venuta in viaggio, consultavo sempre il servizio telefonico a pagamento per sapere dove andare a mangiare. Solo che l'operatrice mi dava solo l'indirizzo, e toccava a me camminare fino al locale per scoprirne l'aspetto, l'offerta e i prezzi. Da lì ho deciso di costruire un App che fornisse tutte queste informazioni, dando risalto alle immagini. Lavorando duramente con tanti sacrifici economici è stato possibile far diventare Cibando quello che è oggi. Ho puntato dritto a fare
fatturato, e sono riuscito ad espandere in maniera continua per 2 anni, e ora abbiamo la fortuna di poter crescere più velocemente con l'entrata degli investitori. 

Per i finanziatori sono andato a cercarli in Germania perché in Italia non era facile. Dopo numerosi tentativi a Milano, che non portavano ai risultati sperati, ho deciso di guardare all'estero. Con qualche conversazione via Skype e una sola notte a Berlino, in due settimane ho raggiunto l'obiettivo. L'accordo con il VC berlinese Point Nine Capital è significativo perché si è trattato del primo investimento in
una start-up in Italia, un mercato ampiamente trascurato dal capitale di rischio. Questo poi ha sbloccato anche l'accordo con l'imprenditore italiano Fabio Pezzotti.

Redazione IBTimes: A chi si rivolge Cibando e cosa ha in più rispetto agli altri programmi?

Guk Kim: Cibando si rivolge a due mondi: all'utente medio che come me cerca un posto dove andare a mangiare; e al ristoratore che vuole comunicare la propria qualità attraverso un mezzo sicuro e di qualità. L'utente che adopera l'App gratuita per iPhone e Android nonché il sito Cibando per cercare la sua meta gastronomica è facilitato dall'interfaccia semplice e bella, e opera una scelta ragionata in
base ai contenuti e le informazioni a portata di mano - cosa che sta riscontrando grande successo: abbiamo infatti superato i 500 mila downloads. Ai ristoratori che si affiliano offriamo un servizio di valorizzazione e visibilità mediatica enorme, ad un piccolo prezzo. Cibando entra nei locali e ne racconta l'anima, i piatti, le persone, le cucine e l'atmosfera. Rispetto al resto del panorama, Cibando mostra i ristoranti in maniera da far venire l'acquolina in bocca. Ci piace catturare l'attenzione dell'utente a livello emozionale, attraverso una golosa e creativa stimolazione visiva.

Redazione IBTimes: Abbiamo visto che l'applicazione da molto risalto all'aspetto visivo con delle foto molto curate dei piatti proposti dai vari ristoranti. In particolare, ci ha molto colpito l'aspetto grafico molto curato.  Ci può dire qualcosa di più a riguardo?

Guk Kim: La comunicazione di un'azienda che basa la sua forza sulla bellezza e l'impatto visivo dell'mmagine non poteva che avere una grafica elegante e curata! Grande spazio è dedicato ai contenuti fotografici: quello dell'immagine è un linguaggio universale che evoca immediatamente nell'interlocutore emozioni e sensazioni. Far parlare le foto è, per Cibando, una scelta d'impatto immediata ed efficace.

Redazione IBTimes: Com'è e da chi è composto il team che lavora all'interno di Cibando?

Guk Kim: Il team è internazionale e vario, composto da esperti nel mondo della comunicazione: giornalisti, foodblogger, copywriter, videomaker e fotografi professionisti, capaci di trasmettere attraverso immagini, filmati e racconti appetitosi, l'anima di una realtà eno-gastronomica.

Redazione IBTimes: Parliamo di Italia, la patria del mangiar bene; è innegabile come nel nostro paese ci sia una qualità e una varietà agro-alimentare difficilmente riscontrabile altrove. Spesso però, ad esempio al sud, si fa molta fatica ad esportare e a far conoscere le bontà della tavola. Potremo far l'esempio dei prodotti tipici del sud, prodotti di altissima qualità ma che faticano ad essere distribuiti all'estero e nelle altre regioni di Italia. In che modo e come gli strumenti della "net-economy" potrebbero consentire e favorire la diffusione e la conoscenza di questi prodotti?

Guk Kim: Attraverso una ben studiata ed efficace comunicazione! Le cose buone e belle vanno mostrate nella loro luce migliore e comunicate attraverso sapienti veicoli all'avanguardia, come appunto le grandi opportunità offerte dal web e dai social media. L'Italia ha un asset enorme nel campo del food, ma c'è un grosso problema di comunicazione.

Redazione IBTimes: Ci può dire come si progetta una startup e quali sono le fasi più critiche? Con quali strumenti è possibile far prendere forma alle proprie idee?

Guk Kim: La fase più critica è la costruzione del team, che richiede intuizione, tenacia, grande lavoro di selezione e una sana dose di coraggio: poi il resto cresce organicamente. Strumenti? Parliamo di soldi! Per dare respiro alle idee servono finanziamenti che permettono di assumere persone valide e poi è importantissimo essere lungimiranti e fare investimenti saggi.

Redazione IBTimes: Nonostante lei possa essere considerato una "mosca bianca" nell'attuale generazione cosa si sente di dire ai giovani che per la prima volta si approcciano al mondo universitario? Non pensa che il sistema universitario italiano debba essere profondamente riformato perché troppo scollacciato dal mondo del lavoro?

Guk Kim: Si, al sistema universitario italiano serve una riforma. Ma non solo in Italia. Forse sarebbe meglio studiare a casa, con maggiore indipendenza - spronati non da scadenze e obblighi ma da reale desiderio di compiere passi avanti e apprendere. È un modello che non esiste, ma forse davvero una maggiore autonomia potrebbe facilitare la preparazione universitaria. Il sistema che c'è in Italia è da migliorare, infatti la preparazione che riscontriamo nelle persone che hanno terminato gli studi universitari in Italia è scarsa: dai colloqui che facciamo per reclutare personale emerge una preparazione inadeguata. In una startup, tipicamente viene detto: "Ok, tu sei il capo di questo reparto. Comincia a lavorare." Quindi è importantissimo che uno studente si specializzi in qualche settore e abbia la forza di imparare e fare esperienza da solo.

Redazione IBTimes: Come vede il futuro del mondo delle startup (anche di quelle italiane) e secondo lei verso quale direzione si andrà?

Guk Kim: Il futuro lo vedo migliore, o almeno me lo auguro. La direzione è buona, ma bisogna fare ancora tanta strada. E bisogna credere nelle startup e nelle idee!

Redazione IBTimes: L'integrazione con i social e la conseguente condivisione dei contenuti potrebbe essere superata da strumenti alternativi ed innovativi?

Guk Kim: Se lo sapessi diventerei miliardario! Sinceramente non lo so, credo che la condivisione diventerà sempre più facile, questo si. Grazie anche all'esponenziale crescita e miglioramento di strumenti tecnologici, e dispositivi mobili, sui quali ho basato il mio business.

La Redazione di IBTimes IT coglie l'occasione per ringraziare Guk Kim per la disponibilità e la professionalità dimostrata.

 

LEGGI ANCHE:

TechCrunch Italy, l'Italia c'è. Uno sguardo alle migliori startup italiane 

Startup Italia: scopriamo Youppit, l'aggregatore di offerte e siti di coupon 

 

il logo ci Cibando
il logo ci Cibando
This article is copyrighted by International Business Times.
  • Valuta questo articolo
  • +4
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci