Fusione Unipol-Fonsai lacrime e sangue per i risparmiatori. Adusbef chiede rimozione vertici Isvap e Consob per mancata vigilanza

  • Share
  • OkNotizie
  • +1
  • 0

Di Gianluca Iozzi | 08.10.2012 17:55 CEST

La fusione tra Unipol e Fondiaria Sai (che culminerà nel 2013 in un progetto a quattro che comprende anche Premafin e Milano Assicurazioni) incontra sempre nuovi ostacoli. Infatti dopo il sequestro di una lettera da parte del gip della Procura di Milano Roberto Arnaldi provante un patto occulto tra Ligresti e Mediobanca, ora l'Adusbef ha deciso di chiedere la rimozione del presidente della Consob Giuseppe Vegas e del presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini.

Seguici su Facebook

Motivo? Secondo un comunicato dell'associazione a difesa dei consumatori "migliaia di piccoli azionisti della Galassia Ligresti hanno subito perdite del 60 - 80 per cento dei loro investimenti a seguito delle iniziative finanziarie poste in essere per salvare Fondiaria e Sai accorpandole e progettando una acquisizione da Unipol".

Bisogna ricordare che il progetto di integrazione tra Unipol e Fonsai è stato orchestrato da Mediobanca, creditrice verso il gruppo Ligresti di 1,1 miliardi di euro, e nei confronti di Unipol per 400 milioni di euro.

Ma nello specifico cosa viene contestato ai vertici dell'Isvap e della Consob? Innanzitutto la prima era già al corrente da molti anni della situazione economica disastrosa del gruppo Ligresti. Infatti una relazione di 12 pagine risalente al 12 novembre 2003 e proveniente dal servizio di vigilanza II (l'Isvap ha due uffici che si dividono le compagnie da controllare) mostra un deficit di "370 milioni per Fonsai e di 673 milioni per Premafin (controllante di Fonsai, ndr)".

Il verdetto non lascia scampo: è necessario "intervenire nei confronti degli azionisti al fine di richiedere un ulteriore intervento patrimoniale che consenta alla Premafin di pervenire a un livello di capitalizzazione sufficiente, tale da ridurre l'elevato indebitamento di gruppo".

Il presidente dell'Isvap Giancarlo Giannini non avviò nessuna azione sul caso. Lo stesso copione si è ripetuto quando l'Ufficio studi dell'authority ha evidenziato che la liquidità messa da parte da Fonsai e Milano Assicurazioni, nel periodo 2006-2007 per far fronte ad eventuali rischi era insufficiente.

Nello specifico, alle due società per essere in regola con i parametri di solvibilità stabiliti dalle norme europee (Solvency II) serve la cifra di 1 miliardo di euro. Somma di cui non dispongono. Intanto gli ispettori dell'Isvap si presenteranno dai Ligresti soltanto tre anni dopo.

Insomma sembrerebbe che l'Authority abbia chiuso gli occhi in più di un occasione. È forse una coincidenza che il figlio di Giancarlo Giannini (presidente dell'Isvap) ha lavorato un anno per Fonsai? E che nel cda della compagnia assicurativa siedono anche Vicenzo La Russa e Geronimo La Russa, rispettivamente fratello e figlio dell'ex ministro della difesa Ignazio La Russa?

Per non parlare della Consob che ha permesso ai Ligresti di mettere in campo per anni spericolate operazioni immobiliari senza batter ciglio. E dire che queste operazioni si ripetevano sempre con uno schema ben preciso: vendita da parte di Fondiaria di terreni appartenenti a quest'ultima ad una delle società della famiglia milanese. In seguito le società acquirenti edificavano sui terreni acquistati rivendendo il tutto a Fondiaria.  

Ma il punto sta nel fatto che nel momento in cui il gruppo assicurativo acquistava i terreni accadeva, infatti, che i costi dell'operazione iniziassero a lievitare, con Fondiaria costretta a sborsare altro denaro. Tutte queste operazioni hanno scavato una voragine nei conti del gruppo assicurativo, che ad oggi si ritrova con 1,1 miliardi di debiti.

A questo punto viene da chiedersi se è una coincidenza che Marco Cardia, figlio di Lamberto Cardia, Presidente della Consob nel quinquennio 2003-2008, sia stato assunto da Salvatore Ligresti come consulente legale per il suo gruppo.

Ma in questa storia c'è anche un altro dettaglio che è di fondamentale importanza: il 3 maggio scorso l'Antitrust ha dapprima bocciato la fusione  sostenendo che "la concentrazione tra il gruppo UGF (Unipol Gruppo Finanziario, ndr) e il gruppo Premafin (la holding della famiglia Ligresti che controlla Fonsai attraverso il 47,362% delle azioni, ndr) è suscettibile di determinare la creazione o il rafforzamento di una posizione dominante su diversi mercati relativi al settore assicurativo, sia della fase produttiva, in particolare per quel che concerne il ramo della Rc Auto, che della fase distributiva in 93 province, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale e durevole la concorrenza".

Per poi concedere il via libera il 20 giugno a patto che la compagnia assicurativa sciogliesse tutti i legami con Mediobanca (che controlla Generali, principale concorrente sui mercati interessati dall'operazione) e di ridurre la posizione dominante assunta nei mercati danni a livello nazionale mediante la cessione di asset.

Ma anche Mediobanca dovrà fare la sua parte cedendo tutte le eventuali partecipazioni azionarie che dovesse acquisire in Unipol e/o Fonsai a seguito della fusione.

Era possibile intervenire prima? Certamente, poiché i riflettori su questa storia si sono accesi grazie alla denuncia effettuata dal fondo Amber (socio di Fonsai con poco meno del 2%) che ha segnalato all'Isvap gravi irregolarità nella gestione societaria.

Prendendo spunto da questa denuncia, l'authority ha pensato bene di inviare il 15 giugno scorso una lettera alla compagnia assicurativa nella quale chiedeva di individuare e sanzionare "eventuali responsabilità nel compimento delle operazioni contestate e, per i compensi a vario titolo corrisposti alle parti correlate, assumendo idonee iniziative per il recupero degli esborsi fatti, ove ne ricorrano i presupposti".

Leggi anche

Ligresti sotto tiro: il cda di Fonsai valuta azione risarcitoria. Il matrimonio con Unipol è a rischio?

Countdown per Fonsai: Il cda valuta azioni disciplinari contro Ligresti

L'impero della famiglia Ligresti è destinato a sprofondare?

L'Antitrust blocca la fusione tra Unipol e Fonsai ma concede aumento capitale per Premafin

Accordo Unipol-Fondiaria Sai: chi sono i registi? Quali sono gli interessi che ci sono dietro?

Adusbef scende in campo contro Fonsai: gestione irregolare della società

Salvataggio Unipol-Fonsai: Ligresti vira verso proposta Unipol

Ligresti potrebbe dire addio a Fondiaria-Sai: chi sono i successori?

Il cda di Generali sfiducia Perissinotto: dietro l'operazione potrebbe esserci Mediobanca

Guai per Unipol: indagato il presidente Stefanini per aver gonfiato le azioni di Uni Land 

 


 

Un ventaglio di banconote da 100 euro.
(Foto: Reuters / Pichi Chuang)
Un ventaglio di banconote da 100 euro.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
  • Valuta questo articolo
  • +1
  • 0

Partecipa alla discussione

IBTimes TV

Condividi

 Media Kit
Media Kit
Strumenti
Topics
Archivi
TV
Aggiornamenti
RSS
Twitter
Facebook
Edizione Italia
Team
Contattaci