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Di Emiliano Ragoni | 09.10.2012 08:45 CEST

Sabato 6 Ottobre sono partite le iscrizioni al "concorsone". Come prevedibile i numeri dei partecipanti sono impressionanti: all'8 Ottobre alle ore 12:0 erano già oltre 16.000 le domande presentate

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Un dato davvero di rilievo se si considera che la piattaforma POLIS è stata aperta sabato mattina. Al momento il sistema di istanze on line funziona bene e non sono stati rilevati i problemi di sovraccarico che in precedenti occasioni avevano reso difficoltosa la navigazione.

Tra le difficoltà nella compilazione incontrate da alcune categorie di personale vi è quello di reperire con esattezza il giorno esatto in cui l'abilitazione o il diploma sono stati conseguiti. Ad esempio i diplomi che permettono l'accesso al concorso per scuola di infanzia e primaria riportano nei certificati l'anno scolastico di conseguimento del diploma, ma non la data esatta in cui ciascuno ha svolto la prova orale dinanzi alla commissione.

Quindi inserire con esattezza il giorno richiesto in molti casi risulta impossibile. Si consideri però che l'inserimento della data esatta non ha alcun effetto ai fini della presentazione della domanda nel caso di titolo di accesso con abilitazione o diplomi.

La data esatta è invece determinante per l'accesso al concorso con la laurea, in quanto possono partecipare al concorso per la scuola secondaria di I e II grado coloro in possesso di questi requisiti:

a) I candidati che alla data del 22 giugno 1999 (data di entrata in vigore del citato decreto interministeriale) erano già in possesso di un titolo di laurea ovvero di un titolo di diploma conseguito presso le accademie di belle arti e gli istituti superiori per le industrie artistiche, i conservatori e gli istituti musicali pareggiati, gli ISEF, che alla stessa data consentivano l'ammissione ai concorsi per titoli ed esami per il reclutamento del personale docente;

b) I candidati che abbiano conseguito i titoli di cui alla precedente lettera a) entro l'anno accademico 2001-2002, se si tratta di corso di studi quadriennale o inferiore; entro l'anno accademico 2002- 2003, se si tratta di corso di studi quinquennale, nonché i candidati che abbiano conseguito i diplomi di cui alla lettera a) entro l'anno in cui si sia concluso il periodo prescritto dal relativo piano di studi a decorrere dall'anno accademico 1998-1999.

Intanto però le polemiche non si placano. Tra gli interrogativi più frequenti che accusano il "concorsone": ha senso mettere a concorso oltre 11mila cattedre quando ci sono centomila insegnanti precari inseriti in graduatorie che dovrebbero, prima o poi, assicurarne l'assunzione in ruolo? Non avrebbe più senso bandire concorsi solo per le discipline per le quali risultano esaurite le graduatorie, come propongono i sindacati?

Tuttavia ci sono anche dei punti a favore del "concorsone". L'argomento principale a favore dei concorsi è che l'alternativa ai concorsi stessi non può essere che il proseguimento sulla strada delle "graduatorie" che dovrebbero essere allora estese anche ai futuri abilitati. Le attuali graduatorie sono "ad esaurimento", ma in presenza dei nuovi abilitati che usciranno presto dal Tirocinio Formativo Attivo (TFA) e in assenza di concorsi non sarà possibile negare ai nuovi almeno il diritto di occupare gli ultimi posti delle graduatorie. 

E' altresì vero che questo sistema per certi aspetti è aberrante. Basti pensare che per entrare nei ruoli il laureato (quinquennale), oltre a dover fare un altro anno di formazione specifica attraverso il Tfa, poi dovrà andare alla ricerca di supplenze, magari solo di qualche settimana, per acquisire "punti" e scalare le graduatorie. Ad oggi esistono scuole paritarie che non pagano nemmeno i docenti assunti per supplenze, dal momento che molti laureati sono disposti a lavorare gratis pur di acquisire punti.

Un sistema che sembra studiato per allontanare i migliori laureati dalla professione di insegnante. Solo chi proprio non ha altre possibilità di trovare lavoro accetterebbe condizioni così sfavorevoli di accesso alla professione. 

C'è inoltre anche il rischio che questo concorsone possa naufragare sotto i colpi dei ricorsi. In tal proposito, Lucrezia Stellacci, Capo dipartimento per l'Istruzione al Ministero della Pubblica Istruzione, risponde a Radio24 ad una domanda sui ricorsi che in questi giorni sono già stati presentati contro il concorso docenti: "Abbiamo fatto il callo, siamo a rischio ma non significa che dobbiamo fermarci, altrimenti l'Amministrazione non assolverebbe alla sua funzione. Andiamo avanti, poi vedremo cosa dirà la magistratura".

Coloro che comunque hanno già presentato la domanda e che vogliono esercitarsi possono farlo QUI e QUI.

In alternativa vi invitiamo a leggere i nostri precedenti articoli sul tema: Concorso scuola, da sabato 6 Ottobre il via alle iscrizioni online [COME ESERCITARSI]

 

[Via: OrizzonteScuola | ilSole24ore]

 

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(Foto: http://www.istruzione.it/web/h / )
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