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Di Valentina Beli | 16.10.2012 12:21 CEST

L'anima federalista emerge ancora. Addirittura, difronte alla possibilità di guidare un intero Paese oppure il proprio territorio Maroni dice: "Meglio presidente della Regione che ministro". Fautore del campanilismo più sentito aggiunge:"la Lega certamente aspira a indicare come presidente della Regione un suo uomo", e senza nascondersi rilancia: "la massima ambizione di un federalista, senza dubbio, è quella di poter governare la propria Regione. Per quanto mi riguarda, ne sarei onorato, e posso anche dire che sarebbe per me certamente più importante e gratificante che non fare il ministro".

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Maroni ricorda inoltre rispolvera i tre punti dell'accordo raggiunto nella Capitale: "l'azzeramento dell'attuale giunta, una nuova legge elettorale, l'approvazione della legge di bilancio entro Natale. Cose che io torno certamente a sottoscrivere anche ora. E dunque, la Lega non ha rotto alcun patto. Io non ho preso alcun impegno per arrivare al 2015". Poi uspica l'election day e l'eliminazione del listino bloccato.

Tutto questo sulla scia delle parole di Formigoni, che dopo 20 anni chiude un'era: "Questa legislatura regionale è giunta al termine. Questa settimana procederò a dar vita a una nuova giunta completamente rinnovata, di persone esterne alla politica".

E intanto gli schieramenti cercano un proprio leader per la corsa al Pirellone. 

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Roberto Maroni
(Foto: Reuters / Alessandro Garofalo)
Roberto Maroni a Pontida, quando fu accolto dallo striscione "Maroni presidente del Consiglio", il 9 giugno 2011.
© International Business Times, il leader di notizie economiche e finanziarie
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