Gli investitori e i trader sono sempre più confusi da ciò che sta succedendo sui mercati. Le fonti macroeconomiche, o meglio, la situazione economica europea sembra non avere una via di scampo, anzi, recentemente sembra che la Spagna sia costretta a chiedere un prestito per tamponare le ferite di un'economia in piena emorraggia interna.
Reuters
Traders lavorano nelle loro scrivanie, allo stock exchange di Francoforte, 25 agosto 2011
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Il sentiment sulla moneta unica è alquanto variegato seppur fortemente ribassista per il lungo periodo. L'interrogativo principale riguarda proprio la possibile reazione del mercato ad una richiesta di aiuto da parte della Spagna: molti dicono che l'euro crollerà nel momento della richiesta in quanto la Spagna andrebbe ad ammettere la propria debolezza nell'affrontare la crisi; altri dicono che non cambierà sostanzialmente nulla in quanto l'evento, molto chiacchierato da molte settimane a questa parte, sembra essere già scontato dal mercato.
L'analisi delle news e il sentiment del mercato sono elementi talmente soggettivi e imprevedibili che recano danno ad ogni analisi quantitativa fatta su uno strumento finanziario, di qualsiasi natura esso sia.
Purtroppo, il mercato sembra essere in gran parte slegato dalle variabili macroeconomiche: da settembre ad oggi abbiamo visto il cambio EurUsd salire da 1,25 a 1,30, l'azionario europeo (Eurostoxx50) passare da 2400 a 2550 senza un apparente motivo e l'azionario americano (S&P500) passare da 1400 a 1445 senza variabili macroeconomiche a sostegno di questi trend.
In sostanza, macroeconomia e mercati sembrano sempre più indipendenti tra loro.








