Decine di arresti sono stati effettuati stamani in due operazioni contro il narcotraffico tra Milano e Reggio Calabria. I carabineiri del Ros hanno sgominato un'organizzazione di narcotrafficanti arrestando 52 persone per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.
Reuters
Un'indagine del Ros ha permesso di arrestare 52 persone legate a un'organizzazione accusata di traffico di droga e finanziata dalle cosche di Reggio Calabria
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Gli arresti, oltre che in Lombardia, sono stati eseguiti in Emilia Romagna, Veneto, Piemonte, Sicilia, Puglia, Calabria e Basilicata. Documentata anche la partecipazione di soggetti riconducibili a Cosa Nostra e, in particolare, a famiglie mafiose di Palermo e Gela.
Le indagini condotte dal Ros hanno documentato come l'organizzazione, utilizzando le rotte commerciali marittime, importasse la droga dalla Colombia e dall'Ecuador, introducendola in Europa attraverso i porti di Anversa ed Amburgo. La droga era destinata in Italia ma non solo: le indagini hanno rivelato che gli stupefacenti arrivassero anche in Belgio, Germania, Olanda e Austria.
Tra gli arresti ci sono 29 persone legate alle cosche della 'Ndrangheta calabrese e della Sacra Corona Unita per traffico internazionale di cocaina. Tra i destinatari del provvedimento il noto narcotrafficante Bruno Pizzata, 53 anni e Francesco Strangio, 66 anni, considerati dagli investigatori i promotori dell’associazione criminale. Per gli approvvigionamenti della cocaina era stato costituito un “cartello” dalle proiezioni milanesi di diverse cosche della 'ndrangheta.
Intanto a Torino è cominciato, oggi, il processo Minotauro, frutto della più grande inchiesta degli ultimi 15 anni sulla presenza della 'ndrangheta in Piemonte. Gli imputati sono 75 e in aula, al fianco dei pm che sostengono l'accusa, c'è il procuratore Gian Carlo Caselli.
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