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Di Arianna Adamo | 19.10.2012 12:31 CEST

Tra Silvio Berlusconi e Ruby non c'è mai stato niente. I titoli a tutta pagina sui giornali, i verbali pubblicati, i festini ad Arcore sono state solo delle montature. A sostenerlo è lo stesso Berlusconi che nega tutte le testimonianze e le ricostruzioni fatte finora. La verità è molto meno interessante di quello che credevamo: niente sesso durante quelle serate, specialmente con Ruby (la marocchina Karima El-Mahroug), e il bunga bunga era solo una battuta.

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“Posso escludere con assoluta certezza che si siano mai svolte scene di natura sessuale ad Arcore. L’espressione bunga-bunga nasce da una battuta che ho ripetuto più volte e che è stata riportata anche dalla stampa” sostiene Berlusconi al processo Ruby, a Milano, in cui è imputato per concussione e prostituzione minorile.

L'ex capo del governo è giunto a Palazzo di Giustizia per rendere alcune dichiarazioni spontanee leggendo una memoria difensiva. “Non ho mai avuto rapporti intimi di qualsiasi tipo con Ruby, e poi ero convinto avesse 24 anni, come lei aveva detto” ha aggiunto. "Le serate ad Arcore si svolgevano con delle cene in una grande sala da pranzo, nelle quali io ero al centro della tavola e monopolizzavo l'attenzione cantando, parlando di sport, di politica e di gossip. Non ho mai avuto timore che i miei ospiti raccontassero di accadimenti indecenti nella mia abitazione".

Riguardo la telefonata effettuata nella notte fra il 27 e il 28 maggio 2010 alla questura di Milano, l'ex premier afferma: "Non ho mai esercitato pressioni sui funzionari della questura di Milano. Mi sono limitato a dare e chiedere un'informazione". Riguardo Ruby, inoltre, ribadisce: "La ragazza disse che era di nazionalità egiziana e appartenente a una importante famiglia imparentata con Mubarak". Berlusconi dichiara di averle creduto: non voleva provocare "un incidente diplomatico" paragonabile all'arresto in Svizzera di Hannibal, il figlio dell'allora presidente libico Gheddafi.

Berlusconi attacca anche i giudici: "Leggo che mi avete già condannato. Spero però che non sia così, perché sarebbe una barbarie e significherebbe che l'italia non è una democrazia". L'ex premier ha poi ripetuto la sua celebre frase: "l'Italia è il Paese che amo", che pronunciò quando scese in campo: "In Italia, che è il Paese che amo deve esserci la certezza sull'imparzialità dei giudici".

L'ex capo del governo definisce questo processo “una mostruosa operazione di diffamazione” per la sua persona e per le sue amiche che non potevano essere qualificate come delle escort. "Non ho mai pagato in vita mia per fare sesso" ha infine aggiunto.

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Silvio Berlusconi: Ad Arcore niente sesso con Ruby
(Foto: Reuters / Tony Gentile)
L'ex premier si difende contro le accuse di concussione e di prostituzione minorile.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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