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Di Gabriele Rossi | 22.10.2012 08:31 CEST

 

Da più di dieci anni l'attenzione degli scienziati di tutto il pianeta sembra essere proiettata sull'obiettivo di scoprire quale sarà l'energia alternativa al petrolio.

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Sulla base di quanto appena detto molte sono state e sono ancora oggi le strade che vengono intraprese, ogniuna con lo scopo di garantire energia pulita, a basso costo e con rendimenti non inferiori agli standard utili.

Da qui il pensiero vola diretto verso le risorse più presenti sulla Terra: l'acqua, l'aria, il sole.

Nella fascia di anni indicata fino ai giorni nostri, con tutti questi elementi si è cercato di dare "energia" al trasporto su gomma, spesso e volentieri però senza ottenere i risultati voluti.

La nostra attenzione quest'oggi, vista la particolarità dell'argomento e la forte presenza dello stesso sul web, vuole soffermarsi su uno dei casi particolari, quello dell'auto ad acqua.

Da circa 3 anni circola nel web la voce secondo cui in Giappone (vedi Genepax) come nel mondo, siano già presenti tecnologie in grado di sfruttare in modo "utile" l'energia ricavabile dall'acqua.

Il riferimento immediato all'auto all'idrogeno può venire in nostro aiuto, tenendo bene a mente come nella cella a a combustibile, idrogeno e ossigeno si combinano con l'ausilio di un catalizzatore, producendo acqua, calore e energia elettrica, senza rumore e con emissioni nulle.

Ma sappiamo anche che per separare le molecole di idrogeno e ossigeno c'è bisogno di molta energia, più di quella che si produce e dunque il rendimento è basso. Quanto appena detto è vero ma correla una serie di interrogativi riguardanti quella che possiamo definire "la sorella minore" della "dispendiosa" auto all'idrogeno, oggetto della nostra disquisizione: l'auto ad acqua.  

Sulla scia dell'entusiasmo probabilmente resta facile credere a quanto viene raccontato in proposito, ma a noi che vogliamo essere più critici di altri vengono in mente diversi interrogativi:

Nel caso dell'auto che va ad acqua chi fornisce l'energia necessaria per scindere le molecole di idrogeno da quelle dell'ossigeno? da dove arriva? C'è un generatore interno di energia? E che potenza ha? Com'è alimentato? E se c'è un generatore esterno com'è alimentato e con quale potenza?

1) Per prima cosa, sappiamo che la separazione delle molecole di idrogeno e di ossigeno necessità di una grande quantità di energia, presumibilmente molto di più di quella che si ottiene allo stadio finale. Quindi, il processo andrebbe subito in deficit, consumando più di quel che rende.

Spesso e volentieri inoltre, viene garantito un rendimento di moto "costante" e qui probabilmente per chi ne capisce qualcosa, il brivido sulla schiena sale veloce.

2) Il dubbio che ci assale, infatti, è come l'auto riesca a mantenere un moto costante. L'estrazione dell'idrogeno dall'acqua non è un procedimento complesso: può banalmente essere ottenuto anche immergendo barre di alluminio nell'acqua. Il problema è che si tratta, appunto, di un fenomeno non continuo: la generazione dell'idrogeno avviene in contemporanea con la formazione di alluminio sulla superficie delle barre stesse, e si interrompe quando non rimane più superficie di alluminio da ossidare.

La risposta a tutto ciò risiede nella Seconda Legge della Termodinamica, secondo la quale il calore non può mai fluire da un corpo freddo a uno più caldo.

Inoltre sta di fatto che in un sistema isolato, l'entropia non può diminuire.

Poichè non esistono sistemi perfettamente chiusi, tutto nel tempo diventa disordinato se non vi è un intervento che vogliamo definire "intelligente". Di conseguenza, secondo le leggi della fisica, sarebbe del tutto impossibile costruire una macchina in movimento perpetuo visto che la crescente entropia ridurrebbe inevitabilmente la quantità di energia disponibile, impedendo alla macchina il movimento.

A noi che ci siamo posti tali interrogativi probabilmente viene in mente una risposta sola in proposito, e cioè che l'auto dei miracoli è forse già in cantiere, arriverà, ma sicuramente è diversa da quello che la maggior parte dei giornalisti o dei commercianti di frottole vogliono far credere a chi, in tempi difficili come questi, non aspetta altro che la soluzione miracolosa ad ogni problema.

 

 

Idrogeno
(Foto: Reuters / )
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