MILANO - Da un articolo de Il Giornale, viene fuori quanto ai aspettano le Sim (Società di Intermediazione Mobiliare) e altri intermediari sulla Tobin Tax. Questa volta si parla coi numeri, o meglio, si parla delle cifre di costo che queste società dovranno affrontare in vista dell'attuazione di questa tassa.
Reuters
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L'aliquota sugli scambi è dello 0,05% del controvalore scambiato con entroiti stimati per un totale di 1,088 miliardi di euro ripartiti tra azionario (233 milioni di euro) e derivati (855 milioni di euro) considerata poi una cessazione delle attività sull'azionario di un 30% e dell'80% sui derivati.
Il valore medio dei contratti scambiati su Borsa Italiana è pari a 10.000 euro con un costo pari ad 1 euro: se applichiamo la Tobin Tax su uno scambio di 10.000 euro, vediamo che il costo dello scambio sale da 1 euro a 6 euro (5 euro TT + 1euro commissione) aumentando il costo percentuale del 500% sollo sull'azionario.
Per i derivati è ancora peggio: il valore medio è 100.000 euro e il costo medio è pari a 3 euro. Con la Tobin Tax il costo aumenterebbe a 28 euro (25 euro TT+ 3 euro commissione) con un aumento del 930% sul costo della transazione.
Directa, nota Sim italiana, stima un calo dei posti di lavoro nel settore finanza pari a 20/30.000 posti mentre il gettito sarà nettamente inferiore a quello stimato.
Un tassa del genere deve essere applicata da tutto il mondo in quanto ora sono evidenti delle asimmetrie tra mercati che costringeranno diversi operatori a chiudere i conti domestici e ad emigrare verso paesi che non prevedono l'uso della Tobin Tax, un vero e proprio flight to quality.
Fonte: Il Giornale








