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Di Dario Saltari | 24.10.2012 10:58 CEST

Continua a peggiorare la situazione del debito pubblico europeo. Alla fine del secondo trimestre del 2012, infatti, il rapporto debito/pil dell'eurozona è salito al 90% contro l'88,2% del primo trimestre. Lo fa sapere l'Eurostat, l'agenzia statistica ufficiale dell'Unione Europea, con un report pubblicato oggi. Meglio fa l'Europa a 27, con un rapporto debito pil che tocca quota 84,9% rispetto al precedente 83,5%.

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L'Italia, in particolare, supera qualsiasi record. Alla fine del secondo trimestre di quest'anno, infatti, il rapporto debito/pil tocca quota 126,1%: un dato migliore rispetto a quello della Grecia (150,3%) ma peggiore rispetto all'intera Unione Europea.

Il precedente record storico del 1995 (120,9%) era stato già battuto nel primo trimestre di quest'anno (123,7%), a sua volta battuto dai dati attuali. Il debito pubblico italiano sfiora ormai la soglia "psicologica" dei 2mila miliardi di euro (per la precisione sono 1982).

Il dato, inoltre, è in continuo peggioramento. Il rapporto debito/pil, infatti, è aumentato del 4,4% su base annua e sale anche rispetto al trimestre precedente (+2,3%).

Oltre Grecia e Italia, altre maglie nere europee sono il Portogallo (rapporto debito/pil al 117,5%) e l'Irlanda (111,5%). Sui primi gradini del podio, invece, troviamo Estonia (7,3%), Bulgaria (16,5%) e Lussemburgo (20,9%).

Su base annua, solo quattro stati sono riusciti a diminuire il proprio rapporto debito/pil. Tra questi troviamo la Grecia (-8,5%), Lettonia (-1,5%) e Ungheria (-0,1%). I peggioramenti maggiormente marcati, invece, sono avvenuti a Cipro (+16,5%), in Portogallo (+10,8%) e Spagna (+9,3%).

Euro - Graph
(Foto: Reuters / )
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