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Di Arianna Adamo | 24.10.2012 12:20 CEST

“Domani si troverà l’accordo sul ddl stabilità” ha detto ieri il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, commentando la dichiarazione del segretario della Lega, Roberto Maroni, secondo il quale “il governo non mangia il panettone perché non arriva a Natale”.

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Ma Bersani è sicuro della riuscita dell'accordo anche se con qualche modifica: “Alla fine non è certo in dubbio la stabilità del governo”. Ma nel Pd non sono tutti dello stesso parere: “Non posso tapparmi la bocca e bendarmi gli occhi” sostiene l’esponente del Pd Gero Grassi, vicepresidente Commissione Affari Sociali della Camera. “Faccio riferimento solo alle voci che riguardano il welfare e la sanità che subiscono tagli per svariati e svariati milioni di euro. Queste riduzioni comporteranno che molti italiani non potranno più curarsi ed altri non avranno l’aiuto per sopravvivere.”

Gli italiani sono preoccupati. Ai tagli al welfare e alla sanità si uniscono anche quelli rivolti all'istruzione pubblica. Il testo del Disegno di legge, cosiddetto di “stabilità”, che il Governo Monti intende approvare per apportare un’ulteriore correttivo ai conti pubblici prevede che al miliardo di euro già imposto con la spending review della scorsa estate, si aggiungeranno, con il nuovo provvedimento, circa un miliardo e mezzo di ulteriori restrizioni.

“Accanto a questi tagli poi” prosegue Grassi “si registrano spaventosi aumenti. Sarà un massacro sociale. So bene che la situazione economica è difficile. Il Governo Monti oggi è ad un bivio. Scelga se continuare a vivere insieme agli italiani, oppure andare a casa. Non voterò, come giustamente ha detto Pierluigi Bersani, una legge di stabilità che interviene pesantemente su welfare, sanità e pubblica istruzione. I tagli si facciano alle spese militari, anche prevedendo la unificazione delle forze di polizia, agli aerei F35 e alle missioni all’estero. Quando l’economia langue un Governo serio, credibile e popolare, ai tagli unisce criteri di equità e giustizia sociale”

All'ora di pranzo sarà oggi Pier Luigi Bersani a parlare direttamente con il presidente del Consiglio del Ddl stabilità, per chiedere tre correzioni riguardo la scuola, gli esodati e il fisco. Su questo punto è d'accordo anche il Pdl. “Bisogna metter mano alla questione dell’aumento dell’Iva perché grava sui consumi e sui contribuenti. È un’ulteriore manovra di tagli” afferma Fabrizio Cicchitto (Pdl). “La politica di rigore ha sviluppato tutta la sua forza e oggi siamo in una situazione recessiva che la società italiana non regge più. Siamo al limite. Il governo deve stare attento, non c’è alcuna manovra dei partiti, nessuno vuol far cadere il governo ma nessuno vuole far crollare l’economia italiana. L’eccesso di rigore rischia di farci morire soffocati”.

Per il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli la manovra fiscale (che prevede riduzione delle aliquote Irpef e contestuale revisione di detrazioni e deduzioni) porta vantaggi al 99% dei contribuenti perché “va per il 54% a favore di contribuenti con lavoro dipendente, per il 34% a pensionati, il 10% ai cittadini con reddito da lavoro autonomo, il restante 2% agli altri”.

Il ministro si mostra ottimista sull'effetto della manovra, “una sfida per far ripartire l'economia”, e secondo il governo avrà “un impatto positivo per aumentare la crescita” pari allo 0,1% del Pil. “L'alleggerimento della pressione fiscale in termini di imposizione diretta garantisce una migliore redistribuzione della ricchezza nazionale, contribuendo all'aumento pro capite del reddito disponibile e della consequenziale capacità di acquisto, anche in funzione di propulsione della domanda interna”.

Parlando, inoltre, del rischio di effetti recessivi conseguenti alla decisione di innalzare di un punto percentuale l'aliquota Iva a partire dal 1° luglio 2013 il ministro ha sottolineato come “il 50% consumi o non è soggetto a iva o a quella ridotta al 4 per cento”. Gran parte di questi consumi, infatti, riguarda i supermercati, quindi le famiglie che posseggono redditi più bassi non saranno toccati da queste misure.

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Bersani, leader del Pd
(Foto: reuters / )
Bersani, Pd
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