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Di Alessandro Proietti | 25.10.2012 08:30 CEST

LONDRA - Se una cosa è peggiorata in questa Crisi, senza alcun margine di interpretazione, è di sicuro il rapporto di fiducia tra "il popolo" e "le banche". Da sempre più o meno conflittuale, viste le necessità pecuniarie da un lato e gli interessi economici dall'altro, il perdurare della crisi ha aggravato tale frattura. Il fatto che, dopo lo scandalo dei mutui subprime americani, la crisi sia continuata e si sia, in aggiunta, spostata anche in Europa, ha concesso un buon lasso di tempo alle indagini in corso. Fosse rimasta una cosa circoscritta sia geograficamente che nel tempo, la minor attenzione da parte del pubblico avrebbe fatto passare in secondo piano l'ennesimo malaffare dei banchieri.

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La triste attualità del tema "crisi" ha invece creato i presupposti per la giusta attenzione da parte dei media per le prime sentenze che arrivano contro le banche invischiate (anche) nello scandalo subprime. Il Governo Usa ha intrapreso una ferrea marcia contro i responsabili del disastro finanziario legato ai mutui.

La truffa di RBS - Royal Bank of Scotland ha posto la parola "fine" sull'inchiesta targata U.S.A., che durava da 18 mesi, accettando di pagare una multa da 42.5 milioni di dollari alle autorità dello stato del Nevada. Ma di cosa è stata accusata? Le autorità condannavano i comportamenti della Greenwich Capital, controllata di Rbs, che sistematicamente agglomerava e rivedeva agli investitori pacchetti di mutui subprime. Lo stretto giro di collaboratori comprendeva anche Option One e Countrywide, colosso dei mutui che rientra nell'universo di Bank of America. L'accusa parla di 100 miliardi di dollari di crediti a rischio trattati tra il 2004 ed il 2007.

L'inganno di BofA - Altro attore di un copione non troppo originale è la Bank of America. E' fresca la notizia che riporta come il Governo Usa abbia denunciato BofA per la vendita di circa un miliardo di dollari di mutui c.d. "tossici". Ma la banca americana si è spinta, se possibile, anche oltre. Il miliardo di dollari in mutui subprime in questione non è stato ricollocato tra gli investitori "semplici" ma è stato, addirittura, venduto alle agenzie pubbliche "Fannie Mae" e "Freddie Mac". Come anticipato prima, tutti i movimenti sono stati fatti dalla Countrywide, controllata dalla BofA, che etichettò come buoni tutti i mutui in questione tra il 2007 ed il 2009. Il magistrato che gestisce la questione sottolinea come "la condotta fraudolenta presente nella denuncia è stata spettacolarmente sfacciata". Countrywide aveva varato il piano "Hustle": raggruppare il maggior numero di mutui di scarsa qualità da "impacchettare" e rigirare ad ignari investitori.

Epilogo - Rbs ha deciso di comprare il silenzio, evidentemente in finanza è possibile farlo. Oltre al danno, la beffa: l'accordo raggiunto dalla Royal Bank of Scotland prevede il pagamento della multa ma non l'ammissione di colpa. La banca, poi, si è detta impegnata nell'acquisto futuro o nel finanziamento di crediti subprime solo se conformi alla nuova regolamentazione imposta dallo Stato che impone la trasparenza e la tutela del risparmiatore, come se fosse necessario sottolineare che, da ora in poi, si agirà nella legalità. Non dimentichiamo che la Rbs è ancora al centro dell'inchiesta per la manipolazione del tasso Libor (anche qui vicino il patteggiamento) e per la violazione delle sanzioni contro Iran e altri Paesi. Lo scorso giugno Barclays aveva chiuso il proprio fascicolo con una multa da 450 milioni di dollari.

Il plot sembra sempre lo stesso: la banca manipola, guadagna e truffa. Se poi scoppia il caso, l'iter da seguire è sempre lo stesso: temporeggiare, non ammettere le proprie colpe, pagare una multa che nemmeno si avvicina al danno provocato e chiudere in bellezza con un "fioretto" di stampo finanziario con buoni propositi per il futuro (stile Rbs). Il perverso meccanismo si è già ripetuto molte volte ma, la speranza, è che questa volta non passi inosservato agli occhi della gente. Con la Crisi che ancora colpisce tutti, si spera che anche i "non addetti" incappino in notizie come questa e che, giustamente, si indignino.

Rbs
(Foto: Reuters/Luke MacGregor / )
A Royal Bank of Scotland branch is seen, in central London February 21, 2009.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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