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Di Alessandro Proietti | 25.10.2012 09:14 CEST

Torna a parlare Juergen Stark, ex-capo economista della Banca centrale europea. Le sue posizioni sono, senza mezzi termini, da tempo in aperto contrasto con il modus operandi del Presidente della Bce Mario Draghi.

Reuters/Herwig Prammer
Juergen Stark reacts during a meeting in Vienna September 15, 2011.

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"La Bce - afferma Stark - chiede l'intervento del Fondo Salva-Stati e allo stesso tempo che i Governi proseguano nelle riforme. Capisco l'importanza di tali vincoli per la sua stabilità ma se il problema è di politica monetaria non c'è motivo per cui l'Eurotower limiti i propri interventi".

Ma la natura degli ultimi interventi dell'Eurotower è di natura monetaria o assume, sempre più, una deriva fiscale?

Stark risponde senza indugi che: "Dalla primavera 2010 la Bce ha iniziato a muoversi in quest'ultima direzione e oggi lo fa in modo anche più evidente. Non è questo il suo compito. Se c'è un problema di politica monetaria, o un rischio di deflazione, a quel punto l'Eurotower deve intervenire senza vincoli, anche usando nuovi strumenti. Ma non deve anteporre al proprio intervento il rispetto dei vincoli da parte degli Stati.

A fine luglio Draghi aveva dichiarato che avrebbe adottato qualsiasi misura necessaria a risolvere la crisi, ora siamo alla fine di ottobre. Se c'è un problema di politica monetaria va affrontato subito senza aspettare oltre".

Juergen Stark
(Foto: Reuters/Herwig Prammer / )
Juergen Stark reacts during a meeting in Vienna September 15, 2011.
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