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Di Candido Romano | 01.11.2012 13:48 CET

Assassin’s Creed 3 - Recensione Watch Video

  • Piattaforma: Playstation 3 - Xbox 360
  • Genere: Action Adventure - Free roaming
  • Sviluppatore: Ubisoft Montreal
  • Numero giocatori: 1 - 8 (online)
  • Età consigliata: 18+
  • Data di uscita: 31 Ottobre 2012

Assassin's Creed 3 chiude il cerchio. Rappresenta l'ultimo episodio di una saga fondamentale per il parco titoli di Ubisoft e mette la parola fine alla storia di Desmond. La saga è stata da sempre un intreccio tra antico e moderno, con tanto di fonti storiche riadattate ovviamente in un contesto finzionale. Assassin's Creed 3 rappresenta quindi il canto del cigno di una visione più che un videogioco, un titolo profondo che abbraccia per la prima volta una filosofia squisitamente free-roaming. Il gioco è grande, veramente grande.

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Una storia americana: Innanzitutto c'è da dire che gli appassionati sanno già tutto, o quasi, di questo terzo capitolo ufficiale. Si partirà con il controllo di Desmond, connesso all'Animus per accedere alle storie e alle gesta dei suoi antenati, ovviamente ancora una volta per salvare il mondo.

Il dato importante di Assassin's Creed 3 è che al personaggio di Desmond sarà lasciato, finalmente, più spazio, anche nelle fasi di gameplay, questa volta più pregnanti e solide. Desmond chiuderà anche il cerchio della sua storia, con un finale che ovviamente non sveliamo ma che manda un messaggio molto importante.

Diciamoci la verità, Desmond sarà pure il personaggio da cui partono tutte le sue antiche storie, ma i giocatori amano spendere le proprie ore con i personaggi incappucciati della saga. Questa volta incontriamo Connor, l'affascinante protagonista di Assassin's Creed 3, un meticcio originario degli indiani d'America ma con il sangue anche dei conquistatori, schiacciato nell'eterna lotta tra Templari e Assassini durante la Rivoluzione Americana. Una storia, quella del terzo capitolo, curatissima, appassionante e pregna di significati, Ubisoft non poteva fare di meglio.

Vivremo nei panni di Connor fin dalla sua infanzia, quando sarà addestrato a diventare un Assassino, fino all'uccisione di diversi obiettivi nell'Ordine dei Templari. Non mancano nella storia fantastici colpi di scena, situazioni commoventi e sequenze grandiose. La storia inizialmente procede lenta per presentarci, a parte il protagonista, alcuni dei personaggi che costellano la vicenda, i quali tendono sempre a proteggere il loro credo di Assassini.

Le vicende storiche della Rivoluzione vengono approcciate dal gioco con un buon realismo, senza scendere nella facile retorica: anche se alcuni temi importanti come la schiavitù sono affrontati con troppa leggerezza e anche se, bisogna ricordarlo, stiamo parlando eventi realmente accaduti ma "colorati" da personaggi finzionali, Assassin's Creed 3 tende ad essere quasi sempre realistico e poco avvezzo alla superficialità storica. Incontreremo personaggi storici come George Washington e Benjamin Franklin, che aiuteranno il giocatore a "calarsi" nella dura realtà dell'epoca.

Pad alla mano: Assassin's Creed 3 non è solo ambientato durante una Rivoluzione ma vorrebbe esso stesso essere una rivoluzione. Un cambiamento importante riuscito solo in parte. Abbraccia infatti un contesto free-roaming, ma fino a un certo punto: buona parte delle cose che andremo a fare è molto simile a quello che facevamo con Ezio. Soprattutto le sequenze ambientate in città, da New York a Boston, vedono il nostro Assassino intrufolarsi nei posti più reconditi e eliminare i nemici, proprio come accadeva a Firenze o a Costantinopoli. Questo non è assolutamente un male in realtà, la struttura degli Assassin's Creed si è sempre mostrata vincente, ma chi sperava in una vera rivoluzione si deve ricredere. Fortunatamente diremmo noi, che approviamo questo non stravolgimento totale delle meccaniche di gioco. Si tratta sostanzialmente di un action adventure in terza persona con missioni principali e secondarie, con le quali sbloccare collezionabili e trofei/obiettivi.

Quello che si nota invece è una evoluzione più che una rivoluzione: l'interfaccia di gioco è stata completamente rivisitata, in alcuni tratti semplificata. Insieme a questo sono state semplificate anche le scalate, più "automatiche" e che donano maggiore spettacolarità al tutto. Pad in mano si sente che tutto scorre meglio, anche se certe volte si ha l'impressione che Connor faccia tutto da solo. Certo il New England non è Roma e questo aspetto è stato già sottolineato dagli sviluppatori in passato: gli edifici sono decisamente più bassi e le strade più ampie. Le scalate in Assassin's Credd 3 si dimostrano essere, quindi, meno verticali e più orizzontali, meno edifici e più natura. Che si passi da una New York in fiamme distrutta dall'epidemia del Vaiolo alle gallerie scavate sotto la città, scordatevi le arrampicate di Ezio.

In città, ma non solo, preparatevi ad affrontare un gran numero di guardie. Non solo il sistema di arrampicamento è stato semplificato ma anche proprio quello dei combattimenti, decisamente più spettacolari. Anche se il sistema delle parate, contrattacchi e istant kill è rimasto immutato, si sente come i combattimenti siano più fluidi, anche se il più delle volte sembrano delle mere coreografie, di certo spettacolari ma non necessariamente realistiche. Who cares, quello che sembra un difetto potrebbe essere visto come come una precisa scelta: noi pensiamo sia esattamente così. Anche se l'intelligenza artificiale dei nemici non è proprio il massimo, infatti di rado attaccano più di uno alla volta, la sensazione di eccitamento sale durante le fasi di scontro. Alcuni hanno criticato l'alone bianco attorno al nemico che di volta in volta indica al giocatore l'obiettivo che si sta colpendo, in effetti una silhouette simile alla terribile pubblicità sull'HIV, celebre negli anni 80 (l'alone era viola): no, non è un difetto, ma una ulteriore semplificazione delle meccaniche di combattimento. Vorrebbe rendere gli scontri meno caotici, dando un segnale al giocatore sul target da colpire. Brutto a vedersi ma molto funzionale.

Anche nelle fasi stealth l'intelligenza artificiale certe volte fa le bizze, su questo fronte la rivoluzione c'è stata in parte. Il gameplay è ovviamente costellato anche da missioni secondarie come assassini su commissione, lettere da consegnare e molto altro. Ma non solo questo fa di Assassin's Creed 3 il "giocone" che è, nasconde in realtà molte altre sorprese.

Benvenuti nella frontiera: è questa la maggiore novità di Assassin's Creed 3. Una enorme distesa di canyon e alberi che si estende per chilometri e chilometri. Sì, ci viene in mente Red Dead Redemption, con le sue distese di rocce infinite, i fiumi e i laghi, le zone desertificate e senza vita. Qui prende vita il free roaming, quello vero: la sensazione di libertà è tanta, anche se le cose da fare non sono poi moltissime. Ad esempio si può cacciare, disseminare esche per catturare animali, scuoiare gli stessi e vendere la pelle utilizzando arco e freccie oltre la propria fidata doppia pistola. E poi arrampicarsi. Dovunque. Davvero, passerete ore ad arrampicarvi negli intrecci di rami e foglie e tutto sarà diverso col cambio di stagione: arriverà la neve e il clima è soggetto a cambiamenti vistosi.

Nella frontiera, mentre si viaggia sul fidato destriero, di tanto in tanto si troveranno anche personaggi col quale sbloccare missioni secondarie. Ubisoft ha ascoltato Rockstar, anche indirettamente, non c'è dubbio. La frontiera risulta essere, quindi, una sfida dell'uomo sulla natura.

Ulteriore novità è la presenza delle battaglie navali, vero fiore all'occhiello di questa mega produzione Ubisoft. Si tratta di affrontare diverse missioni secondarie che permettono ai giocatori di liberare le rotte commerciali o assaltare i forti costieri dell'Ordine dei Templari. Queste fasi sono alquanto spettacolari: guidare in prima persona un vascello in guerra è davvero emozionante. Il controllo di tutte le parti della nave sarà totale, si potranno infatti spiegare o ammainare le vele, ordinare ai cannonieri di sparare e molto altro. Bisogna prima farci un po' la mano perché il controllo in principio risulta un po' ostico ma con il procedere dell'avventura e l'acquisizione di esperienza i vascelli saranno sotto il nostro completo comando.

Inserita nel gioco anche la Tenuta Davenport che, similmente a quella di Montereggioni, è un grande spazio, un grande appezzamento di terra posseduto dal mentore di Connor. Qui si potrà fondare una vera città, attirando nuova gente per sviluppare l'economia locale. A poco a poco si vedrà crescere la propria creatura. Assassin's Creed 3 risulta essere quindi un gioco molto complesso, che mescola fasi di gameplay classiche della saga, piuttosto migliorate, a nuove e entusiasmanti idee di gameplay come la frontiera e le battaglie navali.

Una gioia per gli occhi: l'Anvil Next, il vero cuore della produzione, fa il suo dovere. Gli sviluppatori si sono concentrati molto anche su rinnovate animazioni e sui volti dei personaggi e il salto in avanti si vede eccome. Le animazioni di Connor sono davvero spettacolari: la corsa è realistica, le scalate grandiose, tutto è calcolato nei minimi dettagli. Connor si destreggia tra i nemici con "fantastiche" uccisioni grazie al suo fedele Tomahawk e la lama celata e anche in questo caso le animazioni la fanno da padrona.

Anche se le texture e il comparto in generale è di ottima qualità, qua e là di riscontrano dei piccoli difetti, soprattutto negli spazi aperti, caratterizzati da un po' di pop up e tempi di caricamento non istantanei. L'antialiasing fa il suo dovere: niente che va a inficiare un comparto grafico di primissimo livello. Quello che stacca Assassin's Creed 3 dalla concorrenza è l'eccezionale comparto artistico e la ricostruzione storica, partendo dalla caratterizzazione di Connor alle città e agli scorci mozzafiato. Chiude il cerchio un comparto sonoro eccelso e un buon doppiaggio in italiano. Assassin's Creed 3 gode anche di una componente multiplayer che però resta sullo sfondo, utile ad aumentare la longevità già buona del titolo ma che non riesce a donare un forte "in più " all'esperienza.

Conclusioni: Assassin's Creed 3 è un gioco fantastico. Non è perfetto, sia chiaro, ma rappresenta sicuramente uno dei punti più alti di questa generazione. Ha una storia forte, una campagna da 25 ore di gioco spettacolare con battaglie campali e libertà d'azione, è divertente, è complesso e mastodontico. Un acquisto consigliato.

VOTO: 9 SU 10

Assassin's Creed 3
(Foto: Ubisoft / )
La recensione del nuovo titolo Ubisoft
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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