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Di Giovanni Belelli | 06.11.2012 16:01 CET

Banda larga come diritto costituzionale. In Italia ci stavano provando, ma come di solito accade per queste cose, tutto si è perso tra i meandri della burocrazia e niente si è mai concretizzato. Molto diverso negli altri Paesi, che investono realmente in tecnologia ed innovazione. È questo il caso della Finlandia, il cui governo ha promesso ai suoi cittadini che potranno navigare su internet alla velocità di 100 Mbit entro il 2015.

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La commissaria europea Neelie Kroes sottolinea che il digital divide incide pesantemente sull'economia del nostro Paese e il ministro Passera promette il decreto Digitalia entro giugno

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Ma la Finlandia non è nuova a questo genere di promesse, tra l’altro già mantenute e realizzate. Precedentemente, infatti, era stato fissato come obiettivo di portare entro il 2009 la velocità ad un Mbit. Obiettivo raggiunto grazie alla concretezza che da sempre caratterizza i Paesi scandinavi. Ma questo nuovo traguardo potrà essere raggiunto nei tempi stabiliti? Attualmente gran parte della popolazione finlandese è già in grado di connettersi a 100 Mbit. L’86% dei cittadini vive a pochi chilometri da una centralina che consente tale velocità, rendendo il lavoro di cablaggio un’opera fattibile nel tempo prefissato.

Questo progetto portato avanti dalla Finlandia non è isolato, ma anzi appartiene alla cosidedetta Agenda Digitale europea. Nata nel 2010 per favorire la diminuzione del gap tecnologico, o "digital divide", tra i diversi Paesi dell’UE, questo piano prevede che entro il 2020 tutti i cittadini europei dispongano di una connessione di almeno 30 Mbit, la cui metà a 100 Mbit. Quindi la Finlandia sta solamente anticipando quello che anche le altre nazioni dovranno fare.

E l’Italia? Come siamo messi? Non si può dire che la situazione sia rose e fiori e per ora il traguardo del 2020 sembra difficilmente raggiungibile. Anche con l’ultima Agenda Digitale la situazione non sembra essere stata chiarita de tutto. Non resta che attendere e sperare fiduciosi.

[Fonte: ArsTechnica]

Il ritardo nella banda larga costa all'Italia l'1,5% del Pil
(Foto: www.mondo-seo.com / )
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