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Di Claudio Forleo | 07.11.2012 09:05 CET

La paura di Grillo, la voglia di Monti-bis. Si racchiudono in questo piccolo schema mentale i motivi della nuova alleanza stretta tra il Pdl e l'Udc, ieri protagonisti del blitz in Commissione che ha alzato la soglia del premio di maggioranza della legge elettorale al 42,5%, che garantirebbe il 54,5% dei seggi alla coalizione vincente. Uno sgambetto al Pd, ma soprattutto un'assicurazione contro il Movimento Cinque Stelle, come ha lasciato intedere Francesco Rutelli, che ha proposto l'emendamento.

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"Occorre una soglia alta per avere un premio di maggioranza per governare, altrimenti il rischio è che il primo partito che ottiene il premio è Grillo. Ed è un rischio molto alto" ha dichiarato il leader dell'Api. Insomma, non provano neanche a nasconderlo. Fa specie che a votare l'emendamento siano stati partiti guidati da leader politici (Berlusconi, Casini, lo stesso Rutelli) che in passato avevano criticato le strane coalizioni messe su dal centrosinistra, litigiose e ingestibili. Ora promuovono una modifica alla legge elettorale che istituzionalizza la non-governabilità giustificandola con la necessità di rendere governabile il Paese.

Ma il vero obiettivo di quella che rischia di essere una riedizione della legge-truffa di Alcide De Gasperi lo ha confessato Rutelli.  E' già difficile immaginarsi il Parlamento invaso dai "grillini". Inconcepibile per la Seconda Repubblica concedere loro anche un peso specifico.  In questo modo si fanno contenti tutti: il centrodestra non vedrà la sinistra al governo (i sondaggi danno una coalizione Pd-Sel al 36%), l'Udc con il suo sei per cento diventa ago della bilancia per qualsiasi coalizione, il Presidente della Repubblica respinge l'assalto dei Cinque Stelle e può andare in pensione tranquillo, sapendo che con questa legge elettorale c'è solo un uomo che potrà occupare Palazzo Chigi e rassicurare i mercati spaventati dal ritorno dei politici: Mario Monti.

"Sia chiaro, che se ci si ferma a oggi noi non ci stiamo. Questo impianto va profondamente aggiustato" ha dichiarato Pierluigi Bersani, il grande sconfitto di ieri. PierFerdinando Casini trattiene a stento la soddisfazione: "Il testo è migliorabile, bisognava trovare un punto, altrimenti non se ne usciva. Ci sono reazioni di facciata e alltre di sostanza. A me interessano le seconde". La sostanza è che, grazie a quell'emendamento, nessuno governerà senza l'Udc.

Monti, fiducia alla Camera
(Foto: reuters / )
Monti e Napolitano
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