La notizia (rilanciata oggi dal Fatto Quotidiano) è passata sotto silenzio per tutta la giornata di ieri, ma la Guardia di Finanza si è presentata nella sede romana del Pd in via Sant'Andrea della Fratte per compiere una perquisizione. Obiettivo dei militari documenti e informazioni che possano aiutare gli inquirenti nell'indagine che vede Zoia Veronesi, storica segretaria di Bersani, indagata per truffa aggravata dalla Procura di Bologna.
Reuters
Una foto di Bersani in Parlamento
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L'accusa è quella di aver percepito, fra stipendi e rimborsi, complessivi 150mila euro dalla Regione Emilia Romagna in qualità di dipendente, mentre nello stesso lasso di tempo (periodo 2008-2010) sarebbe stata impiegata a tempo pieno come segreteria dell'attuale numero uno del Pd. L'indagine parte nel 2010 da un esposto di Enzo Raisi, deputato di Futuro e Libertà.
Assieme alla Veronesi risulta indagato per abuso d'ufficio anche Bruno Solaroli, ex capo di gabinetto della Regione Emilia Romagna, vicino tanto al segretario nazionale del Pd che a Vasco Errani, governatore della Regione.








