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Di Claudio Forleo | 07.11.2012 12:37 CET

Quando venne eletto nel 2008 Barack Obama si vide dare dell'"abbronzato" dall'allora premier Silvio Berlusconi e del fiancheggiatore dei fondamentalisti dal senatore Maurizio Gasparri ("Al Qaeda sarà contenta" disse). Oggi le reazioni sono molto diverse, anche perchè durante il primo mandato il Presidente si è avvicinato più al "centro" che all'ala sinistra del partito dell'Asinello.

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"La conferma di Barack Obama alla Presidenza degli Stati Uniti è un motivo di grande soddisfazione - ha dichiarato il segretario del Pd, Pierluigi Bersani - Questo risultato favorisce il rapporto tra Usa ed Europa, in particolare sulla necessità di rilanciare lo sviluppo. E' significativo che Obama abbia vinto combattendo ogni linguaggio populista, scegliendo la strada difficile della verità e mettendo al centro del proprio programma i temi della solidarietà e del lavoro". Chiarissimo il riferimento a Beppe Grillo.

"Four more years. Obama ce l'ha fatta. Buongiorno a tutti" si è limitato a scrivere su Twitter Nichi Vendola, leader di Sel. "Il senso del tifo per Obama per noi è questo: non si può non coniugare il rigore con la difesa dei cittadini più deboli. E' una questione che anche noi dovremo affrontare" ha sostenuto Pierferdinando Casini, smentendo però la linea politica dell'Udc che ha appoggiato tutte le "riforme" di Monti, non certo all'insegna dell'equità sociale.

Molto più pacate le reazioni nel centrodestra, tendenzialmente schierato a favore di Mitt Romney, ma che non vede più in Obama il pericolo "rosso" di quattro anni fa.  "Io tifavo per Romney, perché aveva una formula per uscire dalla crisi economica più coincidente con la mia - sostiene, ospite della trasmissione Agorà,  il senatore del Pdl Maurizio Lupi, esponente di Comunione e Liberazione - Voglio credere che queste elezioni possano cambiare qualcosa per l'Italia e per l'Europa, possano aiutare a cambiare il prossimo confronto politico e la coscienza con cui si affronta la crisi economica".  "Romney è stato svantaggiato dall'essere partito da posizioni estremiste, che non sono mai paganti in termini di campagna elettorale - l'analisi del capogruppo alla Camera del Pdl, Fabrizio Cicchitto - Adesso Obama deve favorire una ripresa economica che c'è stata, ma in termini considerati ancora insufficienti per gli Usa, e dall'altro deve misurarsi con un debito pubblico smisurato".

Barak Obama
(Foto: reuters / Jason Reed)
Barak Obama
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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