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Di V.B. | 07.11.2012 16:26 CET

E' scritto a chiare lettere nel codice di comportamento eletti  Movimento 5 stelle in Parlamento: "l'indennità parlamentare percepita dovrà essere di 5 mila euro lordi mensili, il residuo dovrà essere restituito allo Stato insieme all'assegno di solidarietà (detto anche di fine mandato)".

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Cifre alla mano -ovvero quelle riportate dalla Camera dei Deputati- gli eletti hanno diritto ad un importo lordo di 10,435,00 euro al mese che, tradotti al netto e decurtati di alcune imposte addizionali, equivalgono a 5mila euro mensili. Ecco, qualora gli attivisti del Movimento riuscissero ad occupare gli scranni nelle stanze dei bottoni, prenderebbero ancora meno. Si parla all'incirca di 2,500 euro.

Certo, considerando gli 'onorevoli' stipendi previsti per i deputati, tale cifra non è una somma insostenibile. Ma considerando che è la prima volta che qualcuno decida di auto-ridursi lo stipendio in completa autonomia e senza nessuna sollecitazione esterna, l'iniziativa non è cosa da poco.

Un'inversione di tendenza che traccerebbe senz'altro un nuovo punto di partenza. D'altronde, il Movimento ha fatto della lotta anti casta il suo vessillo e del desiderio di risvegliare nei cittadini una coscienza critica uno dei principali obiettivi. Le prossime Politiche saranno per Grillo e i suoi il banco di prova per non deludere le aspettative di molti.

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Beppe Grillo
(Foto: Reuters / )
Gli attivisti non potranno più licenziare gli eletti. E intanto continua la lotta tra fedelissimi e eretici
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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