Si chiama fondo di emergenza e viene istituito nei Comuni i cui sindaci siano in difficoltà nel far quadrare il bilancio. Già, il decreto volto a ridurre i costi della politica viene puntualmente rimaneggiato, e non solo vengono meno alcuni tagli che invece si aspettavano da tempo ma, ironia della sorte, alcune volte la spesa raddoppia.
Reuters
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E' il caso di questo fondo speciale istituito per Napoli ma anche per altri enti in dissesto, che prevede il raddoppio della quota che i cittadini dei Comuni in difficoltà finanziarie devono versare al loro sindaco: la cifra aumenta infatti da 100 a 200 euro.
Il provvedimento ha scatenato l'ira del presidente della commissione paritetica sul Federalismo fiscale, Luca Antonini: "È contraddittorio imporre il rigore in modo generalizzato e poi fare eccezioni specifiche per chi il rigore lo ha sistematicamente violato. È contraddittorio - aggiunge - prevedere che chi non ha saputo fronteggiare la situazione, o che addirittura l'ha creata, possa ricevere 200 euro per ogni cittadino del Comune. C'è il rischio concreto che tra cinque anni i Comuni si trovino nella stessa situazione. Il dissesto pilotato previsto dal decreto legislativo sul Federalismo fiscale faceva scattare l'ineleggiblità e la non candidabilità per gli amministratori inefficienti o che non sono stati capaci di controllare. Sono salvataggi inaccettabili per chi è virtuoso davvero".
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