"Four more years" - Quattro, ulteriori, anni insieme. La missione di Obama ha raggiunto il giro di boa e si appresta a ricominciare il tragitto. La strada percorsa non è stata facile ma il nuovo iter mostra, sin dai primissimi istanti, tutta una serie di asperità da non sottovalutare.
Reuters
A view shows newspapers with Obama winning the U.S. presidential election on their frontpages, at a news stand in Times Square
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Il più grande problema ha già un nome: "fiscal cliff". Il precipizio fiscale rischia di vanificare ogni singolo sforzo volto alla riabilitazione dell'economia Usa sin dal tempo dei sub-prime. Gli sgravi fiscali in scadenza a Gennaio raggiungono l'esorbitante cifra tonda di 500 miliardi di dollari. Se non verrà fatto nulla, spiegano gli esperti, questo pesante fagotto affosserà il Pil statunitense: l'impatto potrebbe raggiungere il 3-4% del Prodotto interno lordo. Un'economia in recessione è l'ultima cosa desiderata dai due partiti ecco perché, secondo gli analisti di Schroders, si arriverà probabilmente ad un accordo sulla proroga dei tagli fiscali approvati da Bush.
Non va sottovalutato, però, il volere di Obama: la sensazione è che il Presidente non abbia alcuna intenzione di estendere tali proroghe al segmento "ricco" della popolazione. L'inasprimento fiscale, per i soli ricchi, potrebbe dunque essere parti allo 0.5% del Pil.
A minacciare la tranquillità statunitense, però, non c'è solamente il "fiscal cliff". L'altro grande problema è il debito ormai oltre l'astronomica cifra di 16 trilioni di dollari (in numeri: 16.242.384.300.000 dollari, in costante crescita).
Entrambi i fattori non sono stati trascurati dalle immancabili agenzie di rating: Fitch e Moody's hanno già annunciato che in caso di inoperosità sui fronti "fiscal cliff" e debito pubblico, gli States subiranno un downgrade nel corso del 2013. La combinata di aumento della pressione fiscale e tagli automatici della spesa, non lascerebbe spazio alla crescita economica.
"Il problema del Presidente Obama e del Congresso è affrontare di petto le scelte difficili su tasse e spesa". Il tutto, spiega Fitch, andrà gestitio "nelle prossime settimane se gli Stati Uniti vogliono evitre una crisi economica e fiscale".








