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Di Valentina Beli | 08.11.2012 11:28 CET

Dovrà risorgere dalle sue ceneri come la Fenice tentando di scrollarsi di dosso il peso di un passato politico da farsi perdonare fatto di promesse disattese, riforme mai avvenute e scandali che hanno fatto vergognare l'Italia nel mondo.

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Ora il Pdl prova a risciacquare i panni in casa attraverso le primarie. Un leader non più imposto ma scelto dagli elettori. Primarie che partono in sordina, che rischiano di contare più candidati che votanti; ecco allora il coniglio dal cilindro o, per i più cinici, l'ennesimo tentativo disperato di coinvolgere un elettorato stanco e deluso: le primarie delle idee "per consentire ai cittadini di contribuire alla stesura dell'agenda di governo del candidato alla presidenza del consiglio".

Questa la novità prevista dall'art. 21 della nuova bozza di regolamento sulle primarie del Pdl, messa a punto ieri sera durante un lungo vertice in via dell'Umiltà. 

Ma ad acuire i maldipancia c'è anche la tarantella di Silvio, che i bene informati dicono speri in un flop delle primarie e stia già lavorando ad una lista sua. Poi 'la buona novella': l'ok alle primarie stile Usa, su base provinciale e non regionale, con un allungamento dei tempi che potrebbe durare fino a febbraio. 

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Silvio Berlusconi e Angelino Alfano
(Foto: Reuters / )
Al via le Primarie delle idee
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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