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Di Gianluca Iozzi | 08.11.2012 18:45 CET

Grecia fuori dall'Eurozona: sì o no? Sembra un tormentone, ma ultimamente la questione si è fatta ancora più spinosa, grazie anche al pacchetto di tagli da 13,5 miliardi di euro approvato dal parlamento greco.

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Ma il vento sta per cambiare, poiché anche la Germania inizia a risentire degli effetti della crisi economica, e i dati parlano chiaro: le esportazioni sono calate del 2,5%, mentre le importazioni hanno registrato una frenata dell'1,6%.

Ma la ciliegina sulla torta sono i 17 miliardi di euro di surplus commerciale destagionalizzato registrato a settembre, contro i 18,1 miliardi di agosto.

Una soluzione per invertire il ciclo negativo che sta affliggendo l'economia teutonica però ci sarebbe: Stefan Homburg, professore di finanza pubblica presso l'Università di Hannover in Germania, è convinto che quest'ultima debba uscire all'euro poiché "quando è stato introdotta la moneta unica ci è stato assicurato che sarebbero stati vietati finanziamenti statali da parte della Bce. Una promessa che col passare del tempo si è rilevata una bugia. Pertanto, ormai siamo troppo lontani dal sogno dell'euro".

Homburg si riferisce in particolar modo all'Omt (Outright Market Transactions), ovverosia il piano varato agli inizi di settembre dal governatore della Bce Mario Draghi, il quale consiste nell'acquisto illimitato di bond con scadenza da uno a tre anni, ed inoltre gli Stati che busseranno alla porta della Bce per richiedere assistenza finanziaria, e dunque  l'acquisto dei propri titoli dovranno accettare un piano di risanamento lacrime e sangue da attuare sotto la supervisione del Fmi.

Ma l'economista tedesco estende la sua analisi anche al caso Grecia, ed afferma senza mezze parole che il fallimento "sarebbe giusto, politicamente corretto, meno pericoloso di continuare a percorrere questa infinita politica di salvataggio".

A maggior ragione se si pensa che attualmente il rapporto debito/Pil della penisola ellenica è pari al 150,3%, e che negli ultimi quattro anni il Pil ha subito una contrazione del 18,4% .

Ma secondo la tesi di Homburg c'è un motivo in più per accettare l'uscita della Grecia: "Di quelle tasse che pagano i cittadini dell'Unione europea, ossia tutti noi, per il caso Atene la Grecia non ne trae beneficio, sono solo i creditori ne beneficiano. Tutto questo avviene perché il denaro viene versato su un conto di deposito di garanzia a cui la Grecia non ha accesso". Dunque i creditori "non meritano il sostegno dei contribuenti".

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Grecia
(Foto: Reuters/Yannis Behrakis / )
The Parthenon on the Athens Acropolis is seen behind a Greek and an EU flag atop the Greek ministry of finance February 8, 2012.
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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