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Di Alessandro Proietti | 09.11.2012 09:06 CET

"L'attività economica dell'Eurozona resta debole, anche se continua ad essere supportata dalle nostre politiche e nonostante la fiducia migliorata". 

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Le parole di Mario Draghi, durante la conferenza a margine del consiglio direttivo dell'Eurotower, ripetono un copione già sentito. La crisi sembra percorre una strada, per così dire, sinusoidale: la ciclicità dell'onda la porta costantemente a toccare i due margini estremi per poi flettere, in maniera graduale, e ripassare costantemente per il "punto zero". La crisi dell'Eurozona ha seguito perfettamente questo iter: si è passati sempre da un momento "buio" speculativo, in cui l'euro sarebbe crollato il giorno stesso, ai momenti di pura euforia, con i problemi ben evidenti dell'economia che sembravano esser stati risolti con una bacchetta.

La realtà è, come di consueto, nel mezzo: chi si aspettava il crollo dell'euro è più di un anno che è costretto a rimandarne le esequie; chi credeva che fosse stato tutto risolto si ritrova a che fare, quotidianamente, con una realtà che presenta ancora molti problemi.

Mario Draghi - La figura di Draghi al vertice della Bce, mai come in questo ultimo anno, è stata così vicina a quella di Bernanke: il Presidente della Bce si è esposto in prima persona, ha mostrato un volto umano della Banca Centrale, ha portato avanti le lotte della Bce con fare da vero leader carismatico, nel giusto o nel torto che fosse.

Prospettive al ribasso - Si è fatto molto, alla Banca Centrale, ma serve il coordinamento con tutti gli Stati colpiti per riuscire, definitivamente, a risolvere alcuni problemi. La debolezza economica di cui parlava sopra sarà nostra compagna di viaggi anche nel 2013. Le prospettive sono ancora orientate al ribasso. Lo stesso piano antispread non partirà se i Paesi non sottoscriveranno le condizioni ad esso collegate. Il tasso di rifinanziamento dei pronti contro termine è rimasto allo 0.75%; il tasso sui depositi ed il tasso marginale fissi, rispettivamente, a zero e 1.50 punti percentuali.

Outright Monetary Transactions, cosa sono - L'ultimo asso nelle mani della Banca Centrale sono gli OMT ovvero Outright Monetary Transactions. A patto di mantenere l'impegno preso, lo Stato in difficoltà vedrà la Bce acquistare titoli governativi fino a 3 anni. La Banca Centrale non comparirà come creditore privilegiato e gli estratti sulle operazioni verranno periodicamente comunicati. C'è anche l'invito, a far parte del progetto, rivolto al Fondo Monetario Internazionale. Draghi ha affermato: "Siamo pronti ad avviare il piano di acquisto di bond, che ci aiuterà ad evitare scenari estremi (...) ridurre le preoccupazioni sulla materializzazione di forze distruttive".

Inflazione - Non sfugge nemmeno il capitolo inflazione: "Ci attendiamo che l'inflazione resti sopra il 2% per il resto dell'anno per poi calare sotto questa soglia nel corso del 2013"  ha affermato Draghi dando spunti interessanti per i mercati e lasciando loro tutto il tempo di creare le giuste aspettative.

La Grecia - Il paese ellenico dovrà puntare sulle proprie forze: "Non possiamo concedere un rifinanziamento monetario alla Grecia, la Bce non può fare più nulla".

Le nuove banconote - Chiudiamo in leggerezza con l'annuncio delle nuove banconote, a partire da quella da 5€. Nome della nuova serie: "Europa", saranno immesse gradualmente a partire dal Maggio 2013. La nuova banconota avrà l'effige di "Europa", la figura mitologica greca.

Mario Draghi
(Foto: Reuters / )
European Central Bank President Draghi gestures during a news conference in Frankfurt
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia linkata la fonte
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