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Di Giovanni Tortoriello | 09.11.2012 10:52 CET

"Il titolo è Uno al giorno perché il carbone di Enel causa un morto prematuro al giorno e 1,8 miliardi di euro l'anno di danni alla salute, all'economia e all'ambiente".

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Con queste parole il sito di Greenpeace Italia introduce il cortometraggio realizzato dall'associazione ambientalista per denunciare l'impatto sull'ambiente e sulla salute dei cittadini da parte del carbone di Enel, definito "la strada più rapida e dolorosa per alterare definitivamente il clima e per avvelenare ulteriormente l'aria che respiriamo".

Alla realizzazione del cortometraggio hanno partecipato in qualità di attori personaggi noti quali Alessandro Haber, Paolo Briguglia, Pino Quartullo e Sandra Ceccarelli, i Subsonica hanno messo a disposizione la loro musica, mentre la regia del corto è stata firmata da Mimmo Calopresti. Tutti questi artisti hanno lavorato a titolo gratuito.

"Non possiamo sempre sperare che qualcun altro si occupi dei problemi inerenti alla distruzione del pianeta e del suo miracoloso equilibrio - ha commentato l'attore Pino Quartullo - Dovrebbe essere la preoccupazione primaria di tutti gli esseri umani. Ogni persona, con la sua imperturbabile indifferenza, è responsabile e connivente. Essere indifferenti è scandaloso. Pensare che se ne occuperà qualcun altro è sbagliato. Dobbiamo impegnarci tutti di più, ed agire al più presto".

"Cosa pensano gli italiani sentendo pensare il carbone? In generale più alla Befana che alla produzione di elettricità- ha detto il regista Mimmo Calopresti- La sfida che ho abbracciato con Greenpeace è proprio questa raccontare agli italiani cosa sia realmente quel combustibile fossile, quali danni arrechi alla salute umana, al clima, alla nostra economia. Enel è una grande multinazionale, un'azienda cardine di questo Paese: ma il 41% della sua elettricità viene dal carbone. E vogliono pure costruire nuove centrali al carbone. Mi sembra una follia!". Le nuove centrali a carbone che Enel intende costruire sono quelle di Porto Tolle e Rossano Calabro.

Oltre a rivendicare i recenti successi giudiziari che l'hanno vista prevalere su Enel con il Tribunale di Roma che ha definito come "conforme a verità" il nucleo essenziale della campagna portata avanti dall'associazione ambientalista, rigettando in tal modo la causa per diffamazione attraverso cui Enel richiedeva la sospensione dell'iniziativa e un imponente risarcimento economico, Greenpeace chiede all'ente nazionale per l'energia elettrica "la cancellazione dei nuovi progetti, il dimezzamento della produzione elettrica da carbone entro il 2020 e l'azzeramento al 2030, con un contestuale sviluppo di fonti rinnovabili e pulite".

Greepeace accusa Enel: unmorto al giorno a causa della CO2
(Foto: REUTERS / Alessandro Garofalo)
La nuova centrale a ciclo combinato alimentata a idrogeno dell'Enel SpA è rappresentata all'interno dello stabilimento Andrea Palladio Fusina a Venezia 12 luglio, 2010
© International Business Times: riproduzione permessa purché sia citata la fonte
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