La Grecia procede a piccoli ma continui passi verso l'epilogo, positivo o negativo che sia, della crisi del debito. In un crescendo rossiniano in prestito all'economia, il Paese greco prende, quotidianamente, importanti decisioni per la risoluzione dell'attuale impasse.
Flickr - Stefan Kraft
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Questa notte, il Parlamento greco ha approvato il Bilancio dello Stato per il 2013 all'interno del quale trova spazio l'ultimo, in ordine temporale, tanto temuto pacchetto di austerità. In giornata, da Bruxelles con l'Eurogruppo in riunione, si attende il semaforo verde per la nuova tranche di aiuti da 31.5 miliardi di euro per Atene.
I sacrifici non sarebbero vani, a sentire il portavoce del Governo ellenico Simos Kedikoglou: le misure di austerity richieste dalla Troika "metteranno per sempre fine alle ipotesi di uscita della Grecia dall'Eurozona".
Risposta, di rimando, da parte del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble: la concessione e la tempistica del secondo pacchetto di aiuti da 31.5 miliardi di euro dipende solo ed esclusivamente dal Governo greco. Intervistato dal Die Welt circa i tempi dell'eventuale via libera europeo ai nuovi aiuti, Schaeuble ha risposto: "Questa domanda la dovreste porre ai miei colleghi greci e non al ministro delle Finanze tedesco".
"Nessuno nella zona euro si oppone all'idea di accettare il pagamento della prossima tranche di aiuti, ma solo quando le condizioni saranno soddisfatte. E di questo è il Governo di Atene che deve occuparsene" ha chiosato il ministro tedesco.








