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Di Claudio Forleo | 12.11.2012 13:52 CET

Lo avevo promesso prima dell'Election Day: "Se non vinciamo, l'industria del carbone verrà eliminata e la stessa fine farà il vostro lavoro". E pochi giorni dopo la rielezione di Barack Obama ha mantenuto la promessa. Protagonista di questa incredibile storia è Robert Murray, numero uno della Murray Energy, la più grande azienda mineraria privata degli Stati Uniti con sede in Ohio, lo Stato che da sempre "decide" chi alloggierà alla Casa Bianca e che come nel 2008 ha premiato Obama.

Reuters.com
Il presidente Obama in un parco fotovoltaico

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Murray ha inviato la lettera di licenziamento a 163 dipendenti. Il suo ragionamento è tanto semplice quanto imbarazzante. Tra le promesse fin qui mantenute da Obama c'è quella di diversificare l'approvvigionamento energetico del Paese. Meno petrolio più eolico. Più rinnovabili meno fonti inquinanti, tra cui ovviamente il carbone. Durante il secondo mandato Obama vorrà proseguire su questra strada e Murray lo vede letteralmente come fumo negli occhi.

Si è speso e ha fatto spendere i propri dipendenti per Mitt Romney, ma è rimasto deluso nonostante abbia donato quasi due milioni di dollari alla campagna del repubblicano. "Signore, gli americani hanno deciso che l'America dovrà cambiare strada e allontanarsi dai principi indicati dai fondatori  - scrive in una lettera pubblicata su una rivista americana - Ora l'America che ha votato Obama è un Paese che ha optato per la redistribuzione della ricchezza, la debolezza della nazione, per la riduzione dello standard di vita e della libertà personale".

Obama fotovoltaici
(Foto: Reuters.com / )
Il presidente Obama in un parco fotovoltaico
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